I licenziamenti a Halo Studios emersi il 5 agosto, pochi giorni dopo l’uscita di Halo: Campaign Evolved, hanno riguardato collaboratori esterni e non dipendenti a tempo pieno. Lo studio lo ha fatto sapere il 7 agosto, e la precisazione è stata aggiunta da Insider Gaming alla notizia originale: i contratti dei collaboratori sono stati chiusi o lasciati scadere, nessun assunto è stato lasciato a casa.
La notizia era partita dai profili LinkedIn di alcune delle persone coinvolte, tra cui un producer che allo studio aveva lavorato sei anni e mezzo e che ha scritto di essere stato colpito da un giro di tagli dopo averne evitati diversi. Ne avevamo scritto il 6 agosto.
La distinzione conta sul piano contrattuale e non su quello del lavoro perso: nell’industria dei videogiochi i collaboratori a contratto coprono spesso ruoli di produzione, arte e controllo qualità per l’intera durata di un progetto, e la chiusura di un contratto alla consegna resta la forma più usata per ridurre organico senza dichiarare licenziamenti. Il quadro in cui la vicenda si inserisce sono i circa 3.200 tagli annunciati da Xbox per il 2026, di cui la metà a luglio.


