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GSC smentisce l’ex fondatore: Microsoft non ha pagato l’intero Stalker 2

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo spettro delle cifre: GSC Game World smentisce le stime sul budget di Stalker 2

L’uscita di Stalker 2 ha riportato a galla vecchie ruggini e dinamiche aziendali che sembrano uscite da un romanzo di spionaggio industriale, partendo da alcune dichiarazioni rilasciate dal fondatore storico dello studio a Rock Paper Shotgun. Sergiy Grygorovych, che ha lasciato GSC nel 2023, ha sostenuto che l’accordo di esclusiva firmato con Microsoft fosse talmente vantaggioso da aver coperto l’intero costo del gioco prima ancora del lancio, definendo il progetto profittevole già dal primo giorno grazie ai fondi di Xbox.

Il muro di GSC: “Grygorovych non conosce i fatti”

La reazione dell’attuale dirigenza di GSC Game World non si è fatta attendere e ha il sapore di una chiusura netta col passato. Le esternazioni del fondatore non riflettono i fatti reali e lo studio ha deciso di rompere un silenzio che durava da tempo per evitare che queste informazioni venissero prese per vere. Secondo la posizione ufficiale, Grygorovych non ha partecipato né alle trattative con i partner per Stalker 2, né all’effettivo ciclo di sviluppo e produzione del titolo.

La realtà finanziaria dietro il ritorno nella Zona sarebbe molto diversa da quella tratteggiata nelle recenti interviste. La maggior parte del budget necessario per portare a termine lo sviluppo è stata garantita dall’attuale proprietario della società, l’imprenditore ucraino Max Krippa. Microsoft ha certamente giocato un ruolo come partner commerciale, ma l’idea che Xbox abbia staccato un assegno capace di rendere il gioco in attivo già prima della distribuzione è stata etichettata come priva di fondamento.

mentre il dibattito sui costi infuria, il team di sviluppo è concentrato sul supporto post-lancio. In cantiere c’è una patch significativa atta a rifinire ulteriormente l’esperienza tecnica, accompagnata dai lavori sul primo grande DLC dedicato alla storia, che promette di espandere le vicende narrative oltre le peripezie di Skif.

L’analisi della redazione

Dietro questo botta e risposta non c’è solo una questione di bilanci, ma una lotta per l’identità di uno studio che ha vissuto più vite. Le parole di Grygorovych ci sembrano il tentativo di un “padre nobile” ormai fuori dai giochi di rivendicare meriti strategici su un successo di cui non è stato protagonista. D’altro canto, la smentita di GSC è quasi brutale: definire il proprio fondatore come un estraneo ai fatti è una mossa comunicativa fortissima. Per noi giocatori, la notizia conferma che la sopravvivenza di Stalker 2 è stata un miracolo produttivo molto più complesso di un semplice bonifico firmato Redmond. Ci aspettiamo che questo strappo definitivo serva a ripulire il campo dalle distrazioni: se GSC vuole davvero che Stalker 2 diventi un classico moderno, deve smettere di guardarsi indietro e concentrarsi su quella patch che la Zona aspetta con urgenza.

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