ZeniMax ha fatto chiudere Fallout New York, il gioco per browser costruito con l’intelligenza artificiale. L’autore, che su X si firma CHRIS FIRST e si descrive come un creativo che lavora con l’IA, lo aveva presentato il 28 settembre 2026 con un video che ha raccolto 3,6 milioni di visualizzazioni. Due giorni dopo è arrivata la diffida dei legali della società che possiede Bethesda, e il progetto è sparito.
Cos’era Fallout: New York
Nella presentazione dell’autore il gioco girava interamente dentro una scheda del browser e conteneva missioni, alberi di dialogo, il sistema di mira V.A.T.S. e un Pip-Boy funzionante, cioè il computer da polso che nella serie fa da menu. La parte su cui insisteva di più riguardava i file: nessuna texture, nessun suono registrato, tutto generato dal codice al momento, edifici e volti compresi.
I numeri dichiarati parlavano di 117 luoghi, 112 personaggi e 46 armi, secondo quanto riportato da GamesRadar. Chi l’ha provato ha descritto una New York post-atomica fatta di geometrie approssimative e volti dall’aria gommosa, con una quantità di difetti superiore alla media già alta della serie.
Sul metodo l’autore è stato esplicito: ha detto di aver guidato Claude e un gruppo di agenti software a scrivere il gioco per lui, e di aver chiesto espressamente qualcosa che non fosse ispirato a Fallout ma identico a Fallout. È la ricostruzione di PC Gamer, e spiega da sola perché l’ufficio legale si sia mosso in fretta.
Cosa contestano i legali
ZeniMax Media, la società che ha mandato la diffida, è quella che possiede Bethesda ed è a sua volta di Microsoft. Il documento, condiviso dall’autore stesso, contesta soprattutto il dominio registrato per il progetto, fallout.nyc, considerato una violazione dei diritti sul marchio, insieme al materiale protetto presente sul sito. Non è un caso isolato: ZeniMax usa la stessa leva da anni, e nel 2016 aveva costretto un roguelike amatoriale a togliere la parola Doom dal nome.
Il gioco era gratuito e l’autore dice di non averci guadagnato niente. Sul piano legale conta poco: la gratuità non è una difesa quando a essere usati sono il nome, i marchi e meccaniche riconoscibili come il Pip-Boy e il V.A.T.S. Fra la pubblicazione e la rimozione sono passati tre giorni, e secondo Insider Gaming ne sono bastati due perché la lettera arrivasse.
La reazione dell’autore
Alla diffida CHRIS FIRST ha risposto pubblicamente con un invito a Bethesda a fare un gioco di Fallout, così lui non dovrà più farlo al posto loro, e si è scusato con chi lo stava giocando dicendo che erano arrivati quelli in giacca e cravatta. La battuta funziona perché tocca un nervo vero: l’ultimo capitolo principale per giocatore singolo della serie è Fallout 4, uscito nel 2015, e un seguito non ha ancora una data.
Il resto della risposta regge meno. Prima della diffida l’autore aveva detto di sperare che Bethesda lo lasciasse stare, cosa che per un progetto con il marchio nel nome e nel dominio era una speranza piuttosto ottimista.
Dove passa la linea
Il confronto utile è con i progetti amatoriali che quella linea non la superano. Fallout: London, uscito nel 2024, è una modifica gratuita che per funzionare richiede una copia di Fallout 4: chi la installa ha già comprato il gioco, non esiste un dominio che imita il marchio e il lavoro è stato fatto da persone che hanno scritto dialoghi e costruito ambienti. È il motivo per cui quel progetto è ancora online e questo no.
La differenza, da un punto di vista legale, non sta nello strumento usato per scrivere il codice. Un progetto identico fatto a mano con lo stesso nome e lo stesso dominio avrebbe ricevuto la stessa lettera. Quello che l’intelligenza artificiale cambia è la velocità: tre giorni fra l’idea e un prototipo giocabile da milioni di persone sono un tempo con cui gli uffici legali dovranno abituarsi a convivere, e che rende la rimozione una gara di rapidità invece che una causa.
Cosa non si sa
Il testo integrale della diffida non è stato pubblicato, quindi non si conosce l’elenco completo delle contestazioni oltre al dominio e al materiale sul sito. Né ZeniMax né Bethesda hanno rilasciato dichiarazioni, e non è noto se all’autore sia stato chiesto altro oltre alla rimozione. Sul fronte ufficiale, Bethesda lavora a The Elder Scrolls VI e un nuovo gioco della serie è in sviluppo a Obsidian Entertainment, ma nessuno dei due ha una finestra di uscita annunciata. Sul rapporto fra questo settore e l’intelligenza artificiale generativa le posizioni restano distanti: a settembre la più grande fiera britannica di giochi da tavolo l’ha vietata, mentre Ubisoft ha depositato un marchio per i propri progetti in quel campo.


