Una scena di Capyverse Odyssey, con i capibara dotati di zaino a reazione in volo fra i nemici

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Nel roguelite cooperativo Capyverse Odyssey stare fermi ti ammazza, e da solo il gioco si sgonfia

Tempo di lettura: 4 minuti

Il roguelite cooperativo con l’animale tenero in copertina ormai è un formato, non un gioco: colori saturi, quattro giocatori, ondate di nemici, potenziamenti che si impilano fino all’assurdo. Capyverse Odyssey arriva con tutte le caselle spuntate e una sola idea sua, che per fortuna è quella giusta: stare fermi ti ammazza.

Roguelite vuol dire che si muore, si ricomincia dall’inizio e qualcosa resta fra una partita e l’altra. Lo sviluppa e lo pubblica Metazooie Studios, la demo è su Steam e si gioca da soli o fino a quattro online. Il gioco completo è scheda Steam dice solo in arrivo, mentre Capsule Computers parla dell’ultimo trimestre del 2026. Per ora è solo su PC. L’italiano non c’è: la demo è solo in inglese, e fra le nove lingue che la scheda del gioco completo annuncia l’italiano manca.

La demo mi ha buttato dentro un casinò pieno di carte da gioco ostili e bancomat che reagiscono male. Lo zaino a reazione non è un’abilità da sbloccare, è il modo in cui si sta in piedi: resti a terra due secondi di troppo e qualcosa ti punisce, inclusa una valigia che ti insegue. Il combattimento si risolve muovendosi, in verticale quanto in orizzontale, e i personaggi hanno ritmi diversi sul serio, come elencava Capsule Computers alla pubblicazione della prova. Capy è il bilanciato, Moody è un cucciolo di ippopotamo fatto come un carro armato, Jim è un bulldog veloce e aggressivo.

Un capibara con lo zaino a reazione spara in volo dentro il casinò di Capyverse Odyssey
Capyverse Odyssey © Metazooie Studios

In due è un carnevale, da soli è una pratica da sbrigare

Ho giocato quaranta minuti da solo e venti in cooperativa con un amico, e sono due giochi diversi. In compagnia le build si sovrappongono in modi che nessuno dei due aveva previsto, il clown gigante del luna park lancia autoscontri mentre tu provi a restare in aria, e l’insieme diventa esattamente il casino organizzato che il gioco promette. Da solo il ritmo cala di colpo: le mappe sono tarate per il caos di gruppo, e affrontarle in uno vuol dire fare lo stesso lavoro con metà delle cose che succedono.

La struttura è quella classica del genere, cioè una catena di mappe con obiettivi diversi, dalla difesa di una zona alle arene a eliminazione fino ai capi intermedi, e a ogni mappa superata si impilano potenziamenti e oggetti da indossare. Alla fine di una partita il personaggio è una macchina da guerra con decine di modifiche addosso. Una cosa che la demo non spiega e che ho capito per sbaglio: i potenziamenti si accumulano fra una mappa e l’altra, non si azzerano. Averlo saputo prima mi avrebbe cambiato le scelte dei primi venti minuti, e un riquadro di due righe sarebbe bastato.

L’altro problema è la leggibilità. La grafica è colorata e pulita quando ci sono due personaggi in scena. Con quattro, più i nemici, più gli effetti dei potenziamenti sovrapposti, lo schermo diventa una macchia in movimento e capire chi sta prendendo botte è un esercizio di fede.

Il luna park deformato di Capyverse Odyssey, con il clown gigante al centro dell'arena
Capyverse Odyssey © Metazooie Studios

Una cosa che la scheda non dice e il sito dello studio sì

Qui mi tolgo un dubbio da persona che i giochi se li compra. Il sito di Metazooie Studios presenta lo studio come una realtà Web3 che costruisce esperienze di metaverso, e fra le cose che elenca ci sono integrazioni con gli NFT, economie interne e accesso alla comunità regolato da token. Un NFT è un certificato di proprietà registrato su una blockchain, cioè un registro pubblico di transazioni: applicato a un gioco serve a dire che un oggetto è tuo e rivendibile.

Sulla pagina di Capyverse Odyssey di tutto questo non c’è traccia, ed è coerente con il fatto che Valve, dal 2021, non ammette sullo store le applicazioni blockchain che emettano o permettano lo scambio di criptovalute o NFT. Quindi il gioco che si scarica adesso dallo store è un roguelite e basta. Resta che fra la vetrina dello studio e quella del prodotto c’è una differenza che vale la pena chiarire prima dell’uscita, perché a un cooperativo si chiedono dieci ore e qualche amico, e nessuna delle due cose si presta a sorprese.

Per il resto: i salvataggi della demo non passano al gioco completo, e la prova copre un paio di mappe e il boss del carnevale, quindi quaranta minuti in solitaria e un’ora scarsa in due. Quando la demo è comparsa sullo store ne avevamo scritto, elencando anche quello che allora mancava e che manca ancora: prezzo, data precisa, quanti personaggi saranno giocabili alla fine.

Il verdetto: Capyverse Odyssey ha un movimento che vale più della sua copertina da peluche, e per un’ora in compagnia funziona davvero: se entro l’uscita qualcuno rende leggibile lo schermo con quattro giocatori e spiega come funzionano i potenziamenti, resterà solo da convincere tre persone a installarlo lo stesso giorno.

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