Age of Empires si tuffa nel Nord: tre DLC in arrivo per tutta la saga
World’s Edge ha annunciato l’arrivo di tre nuove espansioni per Age of Empires, e la data da segnare è l’autunno 2026, come riportato da PCGamesN. La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi agli appassionati di RTS: non solo Age of Empires 2: Definitive Edition e Age of Empires 4 riceveranno nuovi DLC a tema vichingo, ma anche il “figlio di mezzo” della serie, Age of Empires 3: Definitive Edition, avrà la sua parte. Per i giocatori del primo capitolo, l’espansione The Viking Sagas segue le orme del leggendario Harald Hardrada in tre campagne distinte. Si parte con ‘The Exiled Prince’, in cui Harald, esiliato dalla Norvegia, cerca fondi e prestigio tra i Variaghi, scontrandosi con l’“imperatrice sempre più dispotica” Zoe a Bisanzio. Poi arriva ‘The Hard Ruler’, dove si combatte per i troni di Danimarca e Norvegia, con un delicato equilibrio tra potere e tirannia. Infine, ‘The Last Viking’ ci porta in Inghilterra per sfidare re Harold Godwinson, in un tentativo di riscrivere la storia: la battaglia di Stamford Bridge e la fine dell’era vichinga sono il punto di partenza per una campagna che può cambiare tutto.

Tre nuove civiltà arricchiscono il pacchetto: i Danesi, con i loro veloci Jomsviking e le agili navi Lunghe per colpi di mano; i Sassoni, che fortificano insediamenti difesi dalla pesante Truppa di Focolare, capaci di lanciare giavellotti in mischia; e i Variaghi, truppe d’assalto che generano oro in battaglia e vantano lo Jarl, cavalieri scagliatori d’ascia temuti dalla fanteria nemica. The Viking Sagas si aggiunge alla wishlist su Steam.
Passando ad Age of Empires 4, il DLC Raiders of the North si svela più nel dettaglio. Oltre ai Vichinghi, già annunciati, arriva la seconda civiltà: gli Scozzesi. Due nuovi biomi, brughiera scozzese e tundra estiva, si uniscono a quattro nuove missioni per la modalità Crucible e sistemi di progressione potenziati, giocabili in singolo o in cooperativa a due. I Vichinghi puntano su aggressione rapida e brutale, con fanteria mobile e dominio navale precoce. Gli Scozzesi, invece, adottano un approccio “resiliente e difensivo”: allevamenti di bestiame e stagni per pesci garantiscono un’economia unica, mentre fortificazioni e truppe disciplinate (in grado di smascherare imboscate nella foresta) reggono l’urto. La Mustering Hall permette di schierare unità a basso costo, scegliendo tra specializzazioni Highland o Lowland man mano che la civiltà si sviluppa.
Anche Age of Empires 3: Definitive Edition non viene ignorato. L’espansione The Baltic Powers introduce Danesi e Polacchi, due scenari sfida, due nuove modalità di gioco, oltre 25 mappe e più di 50 opzioni di personalizzazione per gli eroi. Una beta aperta è già in corso fino a giovedì 6 agosto, accessibile a tutti i possessori del gioco base. E dal 13 agosto, Age of Empires 3: Definitive Edition includerà di serie la civiltà Stati Uniti, la civiltà Messico e i pacchetti cosmetici Lizzie, Kunoichi e Volume One. Chi già possiede il gioco riceverà questi DLC gratis, un ringraziamento per la fedeltà.
Ci sembra che World’s Edge stia giocando una carta molto astuta. Scommettiamo che l’attenzione simultanea a tutti e tre i capitoli della serie sia una mossa per rispondere a un pubblico frammentato: i puristi di AoE 2, i competitivi di AoE 4 e chi ha sempre difeso il terzo capitolo. La scelta di un tema coeso come il Nord Europa unifica il racconto, ma il vero test sarà il bilanciamento delle nuove civiltà. Non ci convince del tutto l’arrivo di DLC a così pochi mesi di distanza l’uno dall’altro? No, anzi: meglio tre espansioni ben fatte che una sola frettolosa. La vera domanda è se il supporto a lungo termine per AoE 3 reggerà il confronto con i fratelli maggiori, ma il pacchetto base aggiornato è un ottimo incentivo per chi non ha mai osato. Per i giocatori, l’autunno 2026 si preannuncia come una stagione di lunghe notti – e di lunghe partite.


