Double Fine torna alle origini: ceffoni e volanti nel post-Xbox
Thank You Bus Driver è il primo gioco che Double Fine annuncia da studio indipendente, due mesi dopo la separazione da Microsoft. Lo studio lo ha presentato il 4 settembre sul proprio sito, e come riportato da Rock Paper Shotgun è un simulatore di guida stravagante che abbandona le velleità dei tripla A per abbracciare quella follia creativa che ha sempre contraddistinto l’etichetta di Tim Schafer.
Il concetto è semplice ma caotico: bisogna guidare un autobus rispettando le tabelle di marcia, ma con una variante punitiva. I passeggeri devono seguire regole ferree, che cambiano di giorno in giorno e a cui il deposito continua ad aggiungerne di nuove: niente sonnellini, niente taglio delle unghie dei piedi e, soprattutto, divieto assoluto di emanare cattivi odori. Quando qualcuno trasgredisce, l’unica soluzione contemplata dal gameplay è una sonora cinquina sul muso. Ai recidivi si revoca il diritto di viaggiare e li si scarica dalla porta posteriore.
La tensione nasce dal conflitto tra il cronometro e la disciplina a bordo. Un timer sul cruscotto scandisce il tempo rimasto per raggiungere la fermata successiva, ma per tenere d’occhio i passeggeri bisogna consultare costantemente lo specchietto retrovisore. Per schiaffeggiare fisicamente i trasgressori, però, è necessario girarsi, distogliendo lo sguardo dalla strada con il rischio concreto di schiantarsi contro il traffico cittadino. Investire pedoni, staccionate e altre auto è tecnicamente permesso, purché l’autobus arrivi alla fermata prima che i passeggeri perdano la pazienza.
Fare bene il proprio lavoro ripaga: accumulare “grazie” dai passeggeri garantisce tempo extra per completare il percorso. Progredendo si sbloccano ninnoli per decorare il cruscotto e nuove varianti della città da esplorare. Il titolo è già disponibile per la lista dei desideri su Steam, anche se manca ancora una data di uscita ufficiale, e Double Fine ne ha portato una demo giocabile alla fiera PAX West di Seattle.
Cos’è Double Fine Action Labs
Il dettaglio che quasi tutti hanno trattato come una nota a margine è invece la cosa nuova: il gioco esce sotto Double Fine Action Labs, un’etichetta che lo studio ha appena creato per i progetti piccoli e sperimentali, e di cui Schafer ha parlato in un’intervista a GamesBeat. L’idea è di Will Koehler, uno sviluppatore interno, ed è stata realizzata da una squadra ristretta nel giro di poche settimane. Lo studio lo presenta come un esempio di cosa può uscire da Amnesia Fortnight, il suo game jam storico, di cui abbiamo scritto quando è ripartito su Kickstarter a inizio settembre. Fra gli obiettivi di quella campagna c’è anche un Brütal Legend 2, promesso però solo a quota cento milioni di dollari.
Perché uno studio da 26 anni riparte da un autobus
Per capire la dimensione del progetto serve sapere da dove arriva lo studio. Microsoft aveva acquisito Double Fine all’E3 del 2019, e sotto l’insegna di Xbox Game Studios sono usciti Psychonauts 2, Keeper e Kiln. Il 6 luglio 2026 è arrivata quella che Microsoft stessa ha definito la ristrutturazione più significativa nella storia di Xbox: 3.200 posti di lavoro tagliati entro la fine dell’anno fiscale, con sforbiciate anche dentro id Software, ZeniMax Online Studios e Obsidian, e quattro studi lasciati andare, fra cui Double Fine e Compulsion Games. La separazione, con il ritorno dei diritti su tutto il catalogo, l’avevamo raccontata ad agosto.
L’indipendenza è però costata subito. Il 28 luglio, ventidue giorni dopo l’annuncio, lo studio ha licenziato 23 persone su una novantina, come confermato da Schafer in un messaggio pubblico: “Solo la sopravvivenza del nostro studio ci farebbe prendere in considerazione un’azione così dolorosa. La nostra transizione verso una società indipendente significa anche diventare di una dimensione che possiamo sostenere”. Un gioco costruito in poche settimane da una squadra piccola, sotto un’etichetta nata per i progetti brevi, in questo contesto non è un vezzo creativo: è la forma di produzione che un organico da settanta persone senza un editore alle spalle può permettersi mentre cerca soldi altrove.
Il ritorno della libertà creativa
Questa notizia ci scalda il cuore per un motivo preciso: rivediamo la Double Fine che ci piace, quella piccola, agile e profondamente scorretta. Dopo anni passati sotto l’ala protettiva (ma spesso ingombrante) di un colosso, il rischio era che lo studio perdesse la sua capacità di sfornare idee assurde in favore di produzioni più standardizzate. Thank You Bus Driver sembra il perfetto antidoto a questa deriva. Non sarà il gioco che cambierà la storia del medium, e nemmeno quello che rimette in sesto i conti di San Francisco, ma ci sembra la dichiarazione d’indipendenza più onesta che potessimo aspettarci. Scommettiamo che il gusto di schiaffeggiare un passeggero molesto sarà catartico per molti.


