Mark Darrah: “Dragon Age è morto”. E forse ha ragione
In un’intervista sul podcast di FRVR, il veterano di BioWare Mark Darrah ha dichiarato che la serie di Dragon Age è probabilmente finita. A riportare le sue parole è stato PCGamesN. Il 2024 di The Veilguard è stato un fallimento commerciale, con una valutazione del 67% positivo su Steam. La serie animata Netflix, Absolution, non è stata rinnovata ed è uscita quattro anni fa. Thedas è sotto una coltre grigia.
Darrah non usa mezzi termini: descrive Electronic Arts come «un hedge fund con un hobby per i videogiochi che vorrebbe non costasse così tanto». A suo dire, «non ho idea di chi potrebbe, o vorrebbe, proporre un nuovo Dragon Age in EA. Se decidi di fare un gioco basato su una proprietà intellettuale, appena stai per iniziare, spuntano tre persone diverse che pensano di controllarla, ti fanno a pezzi, ti masticano e ti sputano fuori».
Non è il solo a pensarlo. Un altro ex di BioWare, David Gaider, aveva già detto che Dragon Age «non è mai stata una buona scelta per EA. Non hanno mai capito cosa farsene, cosa farci». E aggiungeva: «L’aspettativa era sempre che non avrebbe funzionato»
Il problema è che la serie ha perso la sua identità già da tempo. Origins era un crudo gioco di ruolo ispirato a Dungeons & Dragons; Dragon Age 2 si è stretto in un action più frenetico ma pieno di asset riciclati; Inquisition sembrava un MMORPG single-player. The Veilguard ha tentato un ritorno a un combattimento più strategico, ma ha perso la scrittura, la sporcizia, l’anima dei primi capitoli. Dopo venti ore, la sensazione è quella di un gioco fantasy qualunque, costruito per tutti e finito per non servire nessuno.
C’è un paradosso. Baldur’s Gate 3 ha dimostrato che un RPG epico da duecento ore funziona ancora, ma a patto di essere fatto con cura e libertà creativa. EA, secondo Darrah, ha «un rapporto complicato con la pubblicazione dei giochi». Provare a replicare il “Larian effect” con una macchina corporate che vede i titoli come prodotti da sfornare è una missione impossibile. I soldi non comprano l’anima.
Non ci illudiamo. Da giocatori, vedere un franchise amato finire così fa male. Ma forse è il momento di lasciarlo andare. Veilguard ha dimostrato che EA non sa cosa farsene di Dragon Age, e che BioWare stessa ha perso la bussola. Darrah parla di vendere BioWare e lasciarla fare ciò che vuole, o semplicemente mettere la serie a riposo. Ci sembra un’idea più sensata di un altro capitolo prodotto in mezzo a riunioni infinite e tagli di budget. Scommettiamo che, se mai tornerà, dovrà nascere altrove – lontano da un publisher che ha sempre visto Thedas come un fastidio da gestire.


