Undertale Online esiste, ma per giocarlo dovete passare da un cimitero digitale
Il destino dei piccoli progetti indipendenti è spesso quello di finire nell’oblio, ma per Crashphalt, un titolo gratuito del 2018, la sorte ha riservato un colpo di scena surreale raccontato da Rock Paper Shotgun. Nonostante il gioco sia tecnicamente un platform fighter basato su onde sismiche per scaraventare gli avversari fuori dallo schermo, la sua recente impennata di popolarità su Steam non ha nulla a che vedere con il suo gameplay originale. Il titolo è diventato, a tutti gli effetti, un “cavallo di Troia” necessario per far girare una modalità multiplayer online non ufficiale di Undertale.
Crashphalt oggi vanta una media recensioni “estremamente positiva”, ma basta leggere i commenti per capire l’antifona: le oltre 500 valutazioni ignorano completamente il gioco o lo prendono in giro, etichettandolo come il miglior modo per giocare il capolavoro di Toby Fox con gli amici. La dinamica è quella di un parassitismo digitale piuttosto benevolo: i giocatori scaricano Crashphalt, ne cannibalizzano i file e li iniettano in Undertale per permettere al sistema Remote Play di Steam di funzionare su un titolo che, nativamente, non lo supporterebbe.
L’autore originale, RetroSpecter, ha scoperto questo strano fenomeno quasi per caso, controllando le statistiche di quello che considerava un semplice esperimento di inizio carriera. Il processo tecnico è figlio della disperazione e dell’ingegno dei modder: per far funzionare Undertale Together — un progetto nato originariamente per la cooperativa locale con nuove meccaniche di battaglia e puzzle — gli utenti trascinano i file di Crashphalt all’interno della cartella di Undertale e rinominano l’eseguibile.
Le ragioni della scelta sono meno nobili di quanto si possa pensare: Crashphalt è gratis, è leggero e ha il Remote Play attivo. Poteva capitare a qualunque altro titolo minore, ma il caso ha voluto che il “prescelto” fosse proprio questo piccolo fighting game ispirato a classici come Towerfall. RetroSpecter non sembra affatto risentito, anzi, si dice ispirato dal fatto che il suo primo lavoro serva oggi a unire la community di un gioco che lo ha spinto a diventare uno sviluppatore a tempo pieno.
Nonostante il successo indiretto, lo sviluppatore sta già guardando oltre, lavorando a nuovi progetti come Draftula, un mix tra roguelike e Tetris che spera, questa volta, di essere giocato per i propri meriti e non per quelli di Sans e compagni.
L’analisi della redazione
Questa storia ci dice molto su quanto sia diventato fondamentale l’ecosistema di Steam per la sopravvivenza delle mod. C’è qualcosa di poetico e al contempo brutale nel vedere un gioco trasformato in un guscio vuoto per alimentare il desiderio di multiplayer della community. Ci sembra però una vittoria per tutti: uno sviluppatore ottiene visibilità inaspettata (e una spinta algoritmica non indifferente), mentre i giocatori trovano un modo creativo per aggirare i limiti tecnici di un titolo amatissimo. Scommettiamo che, tra migliaia di persone che hanno scaricato Crashphalt solo come strumento, qualcuno si fermerà a fare una partita vera e scoprirà che, in fondo, quelle onde sismiche non erano affatto male.


