As Highguard's website goes dark, a report emerges that the not-so-indie shooter was funded by Tencent

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Ecco chi finanziava Highguard: il vero retroscena dietro il buio e i licenziamenti

Tempo di lettura: 2 minuti

Un gioco nel limbo: il sito di Highguard è offline mentre emergono finanziamenti Tencent

In un articolo pubblicato da Rock Paper Shotgun, si sollevano interrogativi sulla sorte dello sparatutto Highguard e sul suo presunto status “indie”. La situazione attuale del titolo, sviluppato dallo studio Wildlight Entertainment, sembra infatti sospesa in uno strano limbo.

Al momento della stesura dell’articolo originale, il sito ufficiale del gioco è completamente inaccessibile, mostrando soltanto il logo e un messaggio di indisponibilità. Questo silenzio digitale si protrae da ore e non è stato commentato dallo sviluppatore.

Il contesto di silenzio e licenziamenti

Questa anomalia tecnica non costituisce una conferma della chiusura del progetto, ma arriva a stretto giro di posta dopo le notizie di la scorsa settimana, che parlavano di licenziamenti per gran parte del team di Wildlight. La mancanza di comunicazione ufficiale da parte dello studio sui propri canali social e sul server Discord alimenta ulteriormente le preoccupazioni sul futuro di Highguard.

In parallelo a questi sviluppi, sta circolando un report investigativo che getta una luce nuova sulle origini del gioco.

Il finanziamento nascosto: il ruolo di Tencent

Secondo quanto riportato, Highguard sarebbe stato finanziato in modo predominante dal colosso cinese Tencent. Questa rivelazione è significativa perché fino ad ora l’identità dei finanziatori era sconosciuta, mentre Wildlight si presentava pubblicamente come uno studio indipendente.

Il fondatore di Wildlight, Dusty Welch, aveva a più riprese sottolineato questa natura “indie” dello studio, una definizione che ha spesso suscitato perplessità, considerando che prima dei licenziamenti l’azienda impiegava oltre 100 persone. La notizia di un sostegno finanziario da parte di un gigante come Tencent sembra dunque contraddire questa narrativa.

Considerazioni finali

La vicenda solleva domande sulla trasparenza nella comunicazione dell’industria videoludica e sulle strategie di marketing che ruotano attorno al concetto di “indipendenza”. Al di là delle questioni di definizione, l’auspicio principale, come sottolineato nell’articolo di riferimento, è che tutti i dipendenti colpiti dai recenti licenziamenti possano trovare al più presto una nuova collocazione professionale.

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