Il 21 agosto Rebel Wolves e Bandai Namco hanno pubblicato cinque minuti di gameplay di The Blood of Dawnwalker ripresi da console, a meno di due settimane dall’uscita. Di quel video si è parlato pochissimo per il gameplay e moltissimo per la tabella che lo apre, quella con le modalità grafiche.
Quality a 30 fotogrammi, Balanced a 40, e finisce lì
Le modalità sono due e sono identiche su PlayStation 5, PlayStation 5 Pro e Xbox Series X. Quality punta al 4K dinamico, cioè una risoluzione che sale e scende da sola per reggere il carico, con un obiettivo di 30 fotogrammi al secondo. Balanced tiene lo stesso 4K dinamico e alza l’obiettivo a 40 fotogrammi, ma per sfruttarla serve un televisore o un monitor a 120 Hz. Nessuna delle due arriva a 60, come conferma il video ufficiale caricato sul canale del gioco.
La PS5 Pro non fa eccezione. Riceve le stesse due voci di menu, con qualità dell’immagine migliore in entrambe e lo stesso tetto di 40 fotogrammi. Della Xbox Series S nel filmato non compare niente, e sulla versione per la console più piccola di Microsoft lo studio non ha fornito dati.
C’è poi un cortocircuito di vocabolario che Push Square ha notato per primo: una modalità chiamata Balanced di solito sta a metà tra una orientata alla resa visiva e una orientata alla fluidità. Qui la seconda non esiste, quindi il compromesso è il vertice della gamma.
Sul PC i 60 fotogrammi costano una RTX 4060
Il metro di paragone lo fornisce lo studio stesso, con i requisiti PC aggiornati pochi giorni prima del video, peraltro rivisti verso il basso rispetto alla tabella di aprile. Il profilo High, quello indicato come consigliato, punta a 1440p e 60 fotogrammi. Chiede un processore Intel Core i7-11700K o AMD Ryzen 7 5700X, 16 GB di memoria di sistema e una scheda video GeForce RTX 4060, Radeon RX 7600 XT o Intel Arc B580, con almeno 8 GB di memoria dedicata. Il profilo Ultra chiede una RTX 4070 Ti o una RX 9070 per 2160p e 60 fotogrammi. In tutti i casi Rebel Wolves raccomanda di tenere acceso l’upscaling, cioè la ricostruzione dell’immagine a partire da una risoluzione più bassa: il lavoro che fanno DLSS, FSR e XeSS.
Schede video di quella fascia non stanno lontanissime da quello che monta una console. I processori sì: un i7-11700K o un Ryzen 7 5700X passeggiano sopra la CPU condivisa da PS5, PS5 Pro e Series X, che è la stessa architettura del 2020. Se il collo di bottiglia stesse lì, la PS5 Pro non avrebbe modo di recuperare, perché il modello intermedio ha rifatto la scheda video e lasciato il processore quasi dov’era. È la lettura che gira da mesi anche su Grand Theft Auto 6, e resta un’ipotesi: Rebel Wolves non ha spiegato perché il tetto sia a 40.
Le spiegazioni meno affascinanti sono comunque in fila. È il primo gioco dello studio, gira su Unreal Engine 5, e soprattutto è andato in gold a luglio, sette settimane prima del lancio. La build che arriva in negozio è chiusa da un mese abbondante: quello che il video mostra è quello che si troverà nel menu il primo giorno.
Cosa arriva il 3 settembre
The Blood of Dawnwalker esce il 3 settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, dove nel frattempo è stato confermato anche su GOG, cioè il negozio digitale di CD Projekt. Rebel Wolves non ha detto se una patch porterà più avanti una modalità a 60 fotogrammi, e finché non lo dice il PC resta l’unico posto dove giocarci sopra quella soglia.
Il gioco è lo stesso che arriva senza Denuvo e con i dati completi sul Blu-ray, due scelte che nel 2026 vanno controcorrente. Su quel fronte Rebel Wolves e Bandai Namco hanno fatto una cosa che quasi nessuno fa più. Su questo, chi ha pagato una console intermedia comprata anche per alzare i fotogrammi si ritrova gli stessi 40 di chi ha quella base.


