Black Flag Resynced polverizza i record Steam, ma il negozio scatena la rivolta (e Ubisoft dice: non comprate niente)

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Assassin’s Creed Black Flag Resynced, il remake del capitolo piratesco del 2013 sviluppato principalmente da Ubisoft Singapore e pubblicato da Ubisoft, ha polverizzato ogni record Steam della saga nelle prime ore dal lancio del 9 luglio: 99.451 giocatori in contemporanea secondo SteamDB, contro i circa 64.000 di Assassin’s Creed Shadows e i 62.069 di Odyssey. Persino il picco del Black Flag originale, fermo a circa 16.000 giocatori, è stato surclassato in pochi minuti. Il problema, per una fetta rumorosa di chi lo ha comprato, non è il gioco. È il negozio.

Il lancio arriva al termine di anni complicati per l’azienda, tra ristrutturazioni e uscite che non hanno reso quanto sperato (ne avevamo parlato quando abbiamo raccontato la quasi bancarotta legata a Skull and Bones e Star Wars Outlaws), e Black Flag Resynced era già tra i titoli che avevamo segnalato nella nostra rassegna di luglio. Le recensioni della critica sono state nel complesso positive, e buona parte del pubblico Steam premia la fedeltà del remake all’originale. Non è questo il punto dolente.

Il conto extra da 85 dollari

Sulla pagina Steam del gioco compaiono, fin dal giorno del lancio, nove pacchetti DLC acquistabili separatamente, come riporta games.gg. Otto sono set cosmetici (costumi per Edward Kenway e skin per la nave Jackdaw), il nono è una mappa che rivela la posizione dei collezionabili. Nessuno tocca missioni, trama o mondo di gioco, ma sommati costano circa 84 dollari, più della stessa edizione Deluxe da 69,99 dollari. Il risultato è un punteggio “Misto” su Steam, con appena il 45% circa di recensioni positive nel giorno del debutto secondo IGN. Le critiche riguardano quasi esclusivamente il prezzo: l’unico difetto tecnico segnalato in massa, i filmati bloccati a 30fps, è un bug che Ubisoft ha già confermato come tale.

La risposta (uguale per tutti) di Ubisoft

Ubisoft ha iniziato a rispondere direttamente sotto le recensioni negative con lo stesso messaggio standard, riportato da TheGamer: “the standard edition is the full, complete experience”, cioè l’edizione base contiene l’intero gioco, senza tagli. I pacchetti extra, conclude la nota, restano soltanto contenuti facoltativi, mai necessari per completare l’avventura. Non è un’ammissione di errore né una promessa di rivedere il listino: è un modo elegante per dire che il problema, semmai, è percettivo.

Non è la prima volta che Ubisoft inquadra così le microtransazioni. Lo scorso anno l’azienda aveva già dichiarato, tramite GamesRadar+, che gli acquisti opzionali aiutano i giocatori a “experience more fun”. Un linguaggio che trasforma il costo aggiuntivo in una scelta gioiosa, ed è lo stesso registro dietro il sistema di manipolazione di cui l’industria si serve da anni per normalizzare la spesa incrementale.

Il record sul tabellone di Steam resterà negli almanacchi della saga. Ma finché sarà il negozio, e non la traversata di Edward Kenway, a occupare la conversazione, quello resterà l’unico numero di cui davvero si parla.

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