Venerdì sera il portatile si è riavviato da solo nel mezzo di un backup, e per qualche secondo ho fissato lo schermo nero sperando che da qualche parte, dentro quella macchina, ci fosse un blocco catch a raccogliere l’errore prima che diventasse definitivo. Non c’era. In BATARA: FATE UNBOUND invece c’è, e ti lasciano pure il tempo di premere il tasto.
Il gioco è un action platformer 2D dipinto a mano, sviluppato e pubblicato da UNFATED STUDIOS, studio indonesiano che il 23 luglio ha aperto la sua campagna Kickstarter. La pagina Steam alla voce uscita dice “da annunciare” e l’unica piattaforma dichiarata è il PC.
Il blocco catch messo attorno alla morte
Il combattimento è tutto sulla deviazione dei colpi. Steam promette raffiche da respingere a tempo, frecce da rimandare al mittente, equipaggiamento e abilità magiche da sbloccare, centinaia di animazioni di esecuzione diverse. Il riferimento non è nascosto sotto metafore: la scheda dice apertamente di voler prendere i corridoi stretti di Sekiro: Shadows Die Twice e Bloodborne e tradurli in due dimensioni.

La meccanica che ha fatto girare i video è però un’altra. Il colpo fatale non chiude subito la partita: durante la cutscene che porterebbe alla schermata di game over resta un’ultima finestra di reazione, e se la parata entra Moriyan resta in piedi. Lo studio la chiama Perseverance e nel video di presentazione ha messo in chiaro il prezzo: più a lungo rimandi la morte, più stretta diventa la finestra successiva e più duro il gioco. Un rinvio a interessi composti, insomma.
Il modo più rapido per capire il ritmo è guardarlo muoversi.
Un mondo in cui il destino è già compilato
L’ambientazione parte da una rottura vecchia cinquecento anni: il cielo si è spaccato, il regno si è aperto e qualcosa è entrato dalle crepe. In questo mondo leggere il futuro è una pratica ordinaria, tutti sanno come andrà a finire, e proprio per questo un ragazzo senza destino è un’anomalia che non dovrebbe esistere. Moriyan è cresciuto nascosto nelle giungle di Wyndra: il giorno del suo ventesimo compleanno la lettura del destino va storta, il tiranno Caraka se ne accorge e da lì comincia la fuga.
Un dettaglio per chi va a cercare informazioni e trova due nomi diversi: il regno oggi si chiama Urvara sulla scheda Steam, mentre sul sito dello studio è ancora Yrdra, come nei materiali di qualche mese fa. Stesso posto, nomenclatura aggiornata a metà.

Dipinto a mano, e scritto in home page
Sul sito UNFATED STUDIOS specifica che i fondali e i personaggi sono dipinti digitalmente dagli artisti del team, “senza processi assistiti dall’IA”. La riga sta in home, non in fondo a una FAQ. Nella stessa pagina lo studio racconta che il progetto nasce come passion project del fondatore Roofi, che voleva far parlare l’immaginario visivo indonesiano con Berserk di Kentaro Miura e con Skyrim.
Al lancio della campagna lo studio ha ringraziato per 27.000 wishlist accumulate su Steam, e ha elencato cosa arriverebbe con gli stretch goal: una modalità boss rush e un minigioco a metà tra pesca e ritmo. Il sito mxdwn Games, che segue le uscite indie, ha scritto che nel primo giorno la raccolta aveva già superato metà dell’obiettivo. Per il totale aggiornato tocca aprire la pagina della campagna, che cambia mentre leggete.

Cosa non c’è ancora nel pacchetto
Non c’è una demo pubblica, che per un gioco costruito sul timing di un singolo tasto è l’assenza che pesa di più. Non c’è una data. Non c’è l’italiano: interfaccia, audio e sottotitoli sono annunciati solo in inglese e indonesiano. C’è invece una lista di requisiti gentile con le macchine vecchie, GTX 950 come minimo e GTX 970 come consigliata, venti giga di spazio: se avete tenuto in vita un PC del 2016 come faccio io con i miei case ingialliti, siete dentro.
Piccola nota per chi si fida delle etichette: fra i tag Steam del gioco compare Metroidvania, mentre la descrizione scritta dagli sviluppatori dichiara il contrario, “questo non è un metroidvania”, niente backtracking e nessun potere di movimento da sbloccare per riaprire vecchie porte. Chi cerca una mappa da grattare come in Necrofugitive qui non la troverà: la struttura promessa è lineare.
Il crowdfunding videoludico indie continua a essere il posto dove i progetti di questo tipo trovano i soldi, come è successo a A Fighter’s Nova, e dove chi mette i soldi compra una promessa e non un file. Se la finestra di parata contro la morte regge anche fuori dal trailer, BATARA diventa il metro su cui misurare gli altri soulslike in 2D, quelli che qui abbiamo già provato con mano come Twins of Olus. Finché non esce una demo, però, è codice che nessuno fuori dallo studio ha ancora eseguito: la wishlist non costa niente, il pledge sì.


