An ARC Raiders auction house would be "risky", but Embark are looking at a playable Speranza hub and an actual trading animation

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ARC Raiders abbandona la casa d’aste: ecco la filosofia dietro la scelta che cambia il valore del tuo bottino

Tempo di lettura: 2 minuti

Il futuro di ARC Raiders: niente aste, ma hub giocabile e animazioni di scambio

Secondo un approfondito report pubblicato da Rock Paper Shotgun, lo studio di sviluppo Embark ha in programma aggiornamenti significativi per il gioco d’azione e sopravvivenza ARC Raiders, delineando una visione che mette al centro l’esperienza sociale e la significatività degli oggetti piuttosto che un’economia mercantile.

Le preoccupazioni dietro la rinuncia a una “Auction House”

Un tema centrale nelle discussioni degli sviluppatori è se implementare o meno un sistema di scambio diretto tra giocatori o un’asta automatizzata. Attualmente, il baratto è consentito solo con i mercanti NPC. Tuttavia, come spiegato dal lead designer Virgil Watkins in diverse interviste, l’introduzione di una vera casa d’aste è vista come un rischio. La preoccupazione principale è che trasformerebbe ogni oggetto trovato in semplice valuta, svuotando di significato la ricerca e il valore intrinseco del bottino. Watkins teme che il gioco si ridurrebbe a una caccia al profitto, dove l’obiettivo diventerebbe accumulare oggetti di comune valore solo per venderli e acquistare direttamente ciò che si desidera.

“Non stiamo costruendo una casa d’aste o cose simili”, ha affermato Watkins. “Crediamo che l’aspetto più importante in questo senso sia la facilitazione sociale”.

Verso un’interazione più sociale e immersiva

Al posto di un sistema di scambio tradizionale, Embark sta esplorando modi per rendere le interazioni tra giocatori più organiche e immersive nell’ambiente di gioco. Un esempio concreto, menzionato dal giornalista, è la possibilità di un’animazione in cui un giocatore porge fisicamente un oggetto a un altro, invece di limitarsi a lasciarlo cadere a terra. Questa scelta progettuale mira a preservare il “fattore incanto” dell’incontrare un altro sopravvissuto nelle lande desolate e a evitare che il gioco diventi troppo simile a un titolo “extraction” puro.

Speranza: da menù a hub giocabile?

Un altro piano in discussione riguarda la cittadella segreta di Speranza, attualmente accessibile solo tramite menù. Il team sta valutando di trasformarla in un vero e proprio hub giocabile, un’area in cui i Raiders possono muoversi liberamente tra i vari servizi. Watkins ha espresso il suo apprezzamento per l’estetica e l’immersione di un hub di questo tipo, pur sottolineando la necessità di non sacrificare l’efficienza. L’idea è trovare un equilibrio tra la concretezza di dover raggiungere fisicamente un personaggio come Celeste e la praticità di un accesso rapido alle funzioni.

Il controllo dell’economia e le spedizioni future

Mantendo il commercio limitato agli NPC, Embark conserva un controllo diretto sull’economia del gioco, impedendo fenomeni inflazionistici o la svalutazione degli oggetti rari. Questa filosofia si riflette anche nei piani per le future spedizioni, che, come riportato altrove, dovrebbero essere meno incentrate sul semplice accumulo di bottino e più sulla varietà e l’esplorazione.

La visione che emerge è chiara: il futuro di ARC Raiders punta a consolidare un mondo persistente in cui le interazioni sociali, il valore dei reperti e l’esplorazione restino al centro dell’esperienza, riducendo al minimo le tentazioni di un approccio puramente economico al gioco.

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