In Italia esiste un rito burocratico non scritto: quattro sportelli diversi, stesso modulo, stessa domanda, cambia solo il timbro in alto a destra. Ci ho ripensato esattamente finendo The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, il nuovo tentativo di Square Enix e Team Asano (gli stessi di Octopath Traveler e Bravely Default) di portare lo stile HD-2D fuori dal turn-based e dentro un action puro, senza party, senza turni, solo tu, una spada e una fatina che parla troppo.
L’impianto tecnico è la parte che nessuno tocca perché già funziona benissimo: la resa visiva resta il punto più alto della produzione, e non lo dico solo io. Anche altrove Square Enix sta spingendo forte su questo stile (ne avevamo parlato per l’altro HD-2D annunciato di recente), ma qui il salto al tempo reale è quello che convince di più: il combattimento è immediato, reattivo, senza la latenza percepita che a volte affligge i cloni del genere. Il sistema Magicite poi è quel tipo di modulo che ogni gioco d’azione dovrebbe avere: agganci un pezzo all’arma e ne cambi il comportamento sul momento, stordimenti, traiettorie, elementali. Peccato che dietro ci sia un po’ di RNG puro (spendi punti, ottieni magicite a caso), quindi più che un crafting vero e proprio è, diciamolo, un loot box travestito bene.
Dove il progetto comincia a somigliare a un copia-incolla con quattro nomi diversi è nella gestione delle quattro epoche (Age of Safekeeping, Reconstruction, Magic, Budding). L’idea di Elliot ed Faie che attraversano il tempo per salvare il regno di Huther è solida sulla carta, ma le differenze fra un’epoca e l’altra sono minime: cambia il colore della skin (marrone e desolato nell’epoca della ricostruzione, dorato e lussureggiante in quella della magia), la mappa resta sostanzialmente la stessa. Lo segnalano più o meno tutti, dal 7.3 di Game Informer al 7 di RPG Site, fino a Console Creatures che parla apertamente di città sempre nello stesso punto e nemici riciclati.
Pro:
- L’estetica HD-2D al suo apice, con una direzione artistica che convince anche nel passaggio al tempo reale
- Combattimento immediato e il sistema Magicite per personalizzare le armi al volo
- Dungeon e puzzle che strizzano l’occhio con gusto ad A Link to the Past
Contro:
- Le quattro epoche cambiano troppo poco tra mappe e nemici: sensazione costante di déjà vu
- Faie parla troppo (c’è persino un’impostazione per zittirla, ma il problema di scrittura resta lì, solo silenziato)
- Il vero finale richiede backtracking forzato, gatti da collezionare compresi, che allunga il gioco in modo artificiale
Sul fronte piattaforme, PC, PS5 e Xbox Series X|S girano che è una meraviglia, mentre su Nintendo Switch 2 in modalità portatile capitano cali di frame che in modalità docked non si vedono.
I numeri, per chi guarda solo quelli: Metacritic oscilla fra il 78 e l’82 a seconda della piattaforma, OpenCritic lo piazza a 80 con l’86% di recensori che lo consiglia, la recensione di IGN gli dà 8, TheGamer 4 stelle su 5. Un’accoglienza da “buon primo esperimento”, non da capolavoro.
Se cercate un action-adventure che strizza l’occhio ad A Link to the Past e avete voglia di perdonare un po’ di ripetitività pur di arrivare al vero finale, Elliot merita il download. Se invece i copia-incolla vi fanno venire l’orticaria, aspettate un seguito più coraggioso.


