I dettagli di Mass Effect Universe che circolano da venerdì non arrivano da BioWare, da Electronic Arts o da un documento interno: arrivano da un post su X di un creator che dice di aver fatto parte di un gruppo di consultazione chiamato Mass Effect Council. Il post, pubblicato il 23 ottobre alle 17:13 ora italiana, elenca venti punti su quello che il gioco cancellato sarebbe stato, ha superato i 3,7 milioni di visualizzazioni e i 64.000 like, ed è la fonte da cui nelle ore successive hanno ripreso tutti. Nessuno di quei venti punti è confermato da chi il gioco lo stava facendo.
Cosa dice il post
L’autore si chiama Dantics, fa video sulla serie e scrive di aver visto cosa BioWare stava costruendo e di aver dato riscontri durante lo sviluppo, e di poterne parlare solo ora che lo studio ha chiuso. Il quadro che descrive è un gioco ambientato oltre seicento anni dopo la guerra contro i Razziatori, con un agente N7 personalizzabile al posto di Shepard, una galassia divisa in tre blocchi, i Geth diventati terza superpotenza e una guerra fredda galattica al posto dell’ennesima invasione. Sul piano del gioco parla di missioni costruite a mano come nella trilogia ma con la libertà di approccio di Hitman, tecnologia sperimentale impiantata nel protagonista per manipolare l’ambiente, compagni di squadra che litigano fra loro e Liara che torna da matriarca asari. Chiude scrivendo che il gioco “looked incredible” e che ora forse non sarà mai possibile giocarlo.
Il post termina con un link e con l’hashtag #SaveMassEffect. La petizione su Change.org per salvare la serie, quando ne ha scritto Insider Gaming il 24 ottobre, era vicina alle 150.000 firme; la mattina dello stesso giorno Dantics, in una risposta a un utente, aveva chiesto di portarla a 250.000. La lista è uscita dentro una campagna per far ripartire il progetto, non in un’inchiesta su come il progetto è morto.
I limiti della testimonianza
Di verificabile, in tutta la vicenda, c’è una cosa sola: il post esiste, è di quella data e ha quei numeri. Tutto il resto poggia su una persona che non lavorava a BioWare e che descrive materiale visto in un contesto di cui non sono noti né il perimetro né la data. Un gruppo di consultazione di appassionati vede quello che l’editore decide di mostrargli, in genere in una fase in cui serve entusiasmo. Non è una posizione da cui si possa dire a che punto fosse lo sviluppo, che è esattamente la domanda a cui la lista viene usata per rispondere. In un commento lo stesso Dantics scrive di non aver rivelato segreti, ma solo quanto basta per tenere l’attenzione sul progetto e dare un motivo per salvarlo.
Nelle risposte al post l’obiezione che torna di più è la più semplice, e viene anche da chi la serie la ama: nessuna prova. Ce ne sono altre due che vale la pena registrare perché toccano i fatti e non le intenzioni. La prima è di continuità interna: con i Batariani quasi estinti dopo l’arrivo dei Razziatori e i Geth cancellabili a seconda del finale scelto in Mass Effect 3, una galassia in cui entrambi sono potenze regionali non si incastra con la promessa che il lascito di Shepard resti intatto. Dantics ha risposto a singoli utenti su questo punto: per i Batariani scrive che dopo tanto tempo le vecchie ferite possono ancora farsi sentire e che potrebbe essere una questione di sopravvivenza. La seconda obiezione riguarda i tempi, e l’ha fatta notare Forbes: il gioco, annunciato nel 2020, era in sviluppo da almeno sei anni, mentre BioWare lo descriveva ancora in una fase iniziale, un dato che non depone per un progetto vicino al traguardo.
I fatti confermati
I fatti accertati sono altri, e sono due. Electronic Arts ha chiuso BioWare il 21 ottobre, cancellando il nuovo Mass Effect nel quadro di un taglio di circa 400 posti di lavoro in tutto il gruppo, una cinquantina dei quali allo studio. Il trailer interno del gioco è finito online ed è autentico, secondo Eurogamer, il che ha dato alla lista di Dantics un appiglio visivo che prima non aveva.
Manca invece tutto il resto. Nessuno dei venti punti è stato confermato o smentito da BioWare, da Electronic Arts o da una persona che ci abbia lavorato sotto contratto, e alle fonti consultate non risulta nessuna dichiarazione dell’azienda sul contenuto del progetto oltre al memo con cui ne ha annunciato la fine. Finché quella conferma non arriva, la lista resta il racconto di una persona a cui era stato mostrato qualcosa, non una scheda tecnica del gioco che è stato chiuso.









