Una scena di Teach My Little Sister How To Drive, il simulatore di scuola guida di Easy Fox con la sorella guidata da un modello di linguaggio

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La demo del simulatore di guida Teach My Little Sister costa mille dollari al giorno, e lo studio ha preso un prestito

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La demo di Teach My Little Sister How To Drive costa a chi l’ha fatta più di mille dollari al giorno, e per tenerla online lo studio ha acceso un prestito in banca. Easy Fox, quattro persone, ha scritto sulla pagina Steam del gioco che i costi di gestione sono cresciuti insieme ai giocatori e che la demo potrebbe chiudere prima dell’uscita della versione completa. La decisione, per adesso, non è stata presa.

Il gioco è un simulatore di scuola guida in cui chi gioca sta sul sedile del passeggero e deve istruire a voce una sorella minore che guida su strade impossibili. La sorella è un modello di linguaggio che ascolta il microfono e risponde al posto di un personaggio scritto a mano, e ogni frase detta al volante viene elaborata su server esterni a pagamento. Ne ha scritto Kotaku il 10 ottobre, riportando l’aggiornamento pubblicato dallo studio.

Perché una demo può costare mille dollari al giorno

Il conto non dipende dalle copie vendute ma dai minuti giocati. I modelli di linguaggio si pagano a consumo, in unità chiamate token, che sono i pezzi di testo che il modello legge e produce: più la gente parla alla sorella, più sale la fattura, e una demo scaricabile da chiunque non ha nessun freno davanti. Lo studio racconta che in un mese i giocatori della demo sono aumentati di oltre venti volte.

La scheda Steam conferma com’è costruito: il gioco chiede un microfono e una connessione a banda larga fra i requisiti minimi, perché senza rete la sorella non parla. Il primo modello usato era Gemini di Google, poi i giocatori hanno iniziato a sbattere contro i limiti d’uso e lo studio è passato a quello di OpenAI, continuando a cercare una soluzione sul primo. L’annuncio del 7 ottobre dice anche che il costo finirà nel prezzo della versione finale, prevista per gennaio 2027.

Il numero che era sbagliato

Il primo resoconto della vicenda parlava di oltre 62.000 giocatori contemporanei, e quel numero era sbagliato: veniva da un campo di Steam Charts che misura gli spettatori su Twitch, non i giocatori. Chi lo aveva pubblicato lo ha corretto. Nella versione corretta, pubblicata il 10 ottobre, il picco reale della demo è di circa quattrocento giocatori in contemporanea.

La rettifica rende il caso più grave, non meno. Mille dollari al giorno con sessantaduemila persone collegate sarebbero un costo di scala; mille dollari al giorno con quattrocento persone collegate significano che il conto per singolo giocatore è alto abbastanza da mangiarsi il margine di un gioco indipendente prima che il gioco esista. Lo stesso resoconto indica le due strade che lo studio sta valutando: spostare parte delle conversazioni su un modello che gira sul computer di chi gioca, azzerando i costi dei token, oppure assorbire la spesa nel prezzo di vendita senza addebiti separati.

Cosa dicono i giocatori della demo

Nell’aggiornamento c’è anche la risposta a una lamentela ricorrente: la sorella guidata dal modello non esegue le indicazioni come dovrebbe. In un gioco costruito sul disastro è un difetto ambiguo, perché la differenza fra un errore voluto e uno non voluto la decide chi gioca, e non c’è modo di distinguerli dall’esterno. Lo studio ha pubblicato nei giorni scorsi la versione 1.2.9 della demo, che aggiunge espressioni del viso, nuove pettinature e interventi dichiarati come miglioramenti sulla parte di intelligenza artificiale.

Per inquadrare il problema fuori dal caso singolo: la corsa a rendere sostenibile il costo dei token è il tema che 404 Media aveva chiamato tokenpocalypse già in un pezzo del giugno 2026, quando le aziende del settore avevano cominciato ad aggiungere soglie e supplementi ai propri servizi. Easy Fox è l’estremità piccola di quella catena: quattro persone che pagano a consumo un servizio il cui fornitore sta a sua volta cercando di far quadrare i conti.

Cosa non si sa

Non si sa se la demo resterà online fino all’uscita, non si sa quale sarà il prezzo del gioco completo e non si sa quale parte delle conversazioni finirà su un modello locale. La scheda indica gennaio 2027, soltanto Windows e nessun supporto all’italiano, nemmeno nei testi. Sul sito avevamo raccontato il generatore di giochi che Google ha aperto negli Stati Uniti e, più in generale, dove sta andando l’uso dell’intelligenza artificiale nell’industria: questa è la prima volta che il conto arriva direttamente sul tavolo di uno studio da quattro persone.

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