Un raider affronta una macchina ARC in una scena di ARC Raiders

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Il produttore di ARC Raiders apre a un gioco diviso fra PvE e PvP: la community è già spaccata così

Tempo di lettura: 3 minuti

Una divisione PvE di ARC Raiders è possibile, dice il produttore esecutivo del gioco. Aleksander Grøndal lo ha dichiarato a GamesRadar, in un’intervista ripresa il 9 ottobre da Insider Gaming. La community, sostiene, è già divisa su quella linea, e un gioco che riflettesse quella divisione gli pare abbastanza probabile, pur con difficoltà da risolvere. Resta una possibilità e non una decisione: Embark Studios non ha annunciato niente.

Il contesto che rende la frase interessante è il test che parte lunedì. Dal 13 al 20 ottobre lo studio accende un interruttore con due posizioni. Da una parte lo sparatutto a estrazione come lo conosciamo, dove si saccheggia e si scappa anche dagli altri giocatori; dall’altra una versione in cui gli altri giocatori non possono fare danno. Avevamo raccontato il test il 25 settembre.

Come funziona il test di lunedì

Nel post ufficiale del 24 settembre Embark Studios ha messo per iscritto le regole. Il danno fra giocatori viene rimosso del tutto, chi gioca da solo, in coppia e in trio finisce nella stessa partita, e si può passare liberamente da una modalità all’altra. I risultati delle sessioni PvE non toccano il punteggio di abbinamento delle partite normali.

Cambia anche l’economia del saccheggio. Nelle sessioni senza scontri il valore complessivo del bottino è ridotto, perché le estrazioni riescono più spesso, mentre nelle partite normali il bottino di base sale leggermente. Perfino le macchine si comportano in modo diverso: se un giocatore viene abbattuto e prova a strisciare via, gli ARC lo prendono di nuovo di mira, mentre lo ignorano se resta immobile. AltChar ne ha raccolto i dettagli.

Quattro contenuti restano fuori dal test: Night Raids, Hidden Bunker, Locked Gate e Frigate. Secondo lo studio si reggono sulla tensione e sull’imprevedibilità dell’incontro con un altro giocatore, quindi senza quello non funzionerebbero. Il 20 ottobre l’interruttore scompare e tutto torna come prima.

I numeri che hanno portato al test

Nello stesso post Grøndal ha pubblicato la composizione della base di giocatori, e sono quei dati a spiegare la frase del 9 ottobre. Il 37% gioca in modo amichevole, e quel gruppo cresce dal lancio; il 27% alterna; il 34% gioca solo contro gli altri. In un sondaggio il 51% degli intervistati si è detto interessato a un’opzione dedicata. Secondo The FPS Review più del 70% dei giocatori amichevoli e il 40% di quelli competitivi vorrebbero incontrare meno avversari ostili.

Nel post lo studio ha anche scritto che non può ignorare quello che i dati gli stanno dicendo, e insieme che il test potrebbe non funzionare, perché non è una promessa che una modalità PvE esisterà. Il passaggio è stato riportato per esteso da God is a Geek.

Dove era partito il gioco

Sette anni fa, racconta Embark Studios, ARC Raiders era un gioco cooperativo contro le macchine, con saccheggio e incursioni, senza scontri fra persone. Lo studio ha azzerato il progetto e lo ha ricostruito come sparatutto a estrazione, uscito il 30 ottobre 2025. Una divisione in due riporterebbe quindi in vita, accanto al gioco attuale, l’idea da cui si era partiti e che era stata scartata.

Nel frattempo lo studio aveva già messo il cooperativo contro i bot in un altro suo gioco, The Finals, lasciando ARC Raiders senza: ne abbiamo scritto il 14 luglio. Il 4 ottobre lo stesso Grøndal ha raccontato perché gli aggiornamenti mensili sono stati interrotti, parlando dell’esaurimento della squadra e dei suoi cinque mesi di malattia.

Come sta andando il gioco a ottobre

Grøndal apre a una divisione in un momento di ripresa per il gioco. Con l’aggiornamento Frozen Trail il gioco è tornato a 131.388 giocatori contemporanei su Steam, il picco più alto da aprile, mentre il record resta quello di novembre 2025 a 481.966: lo abbiamo scritto il 9 ottobre. Sulla pagina Steam il 10 ottobre i giocatori contemporanei sono 81.520 e le recensioni sono Molto positive, con l’82% di giudizi favorevoli su 420.462. Il prezzo di listino è 39,99 euro, scontato a 19,99.

Cosa non si sa

Non c’è una decisione, non c’è una data e non c’è un impegno. Grøndal parla di difficoltà da risolvere senza elencarle, e né lui né lo studio dicono come due versioni dello stesso gioco dividerebbero aggiornamenti, stagioni e popolazione dei server. Non si sa nemmeno se le modifiche al bottino provate nella settimana del test resterebbero in una versione definitiva, né cosa accadrebbe ai quattro contenuti esclusi dal test. La prima cosa verificabile è l’interruttore che si accende il 13 ottobre e si spegne il 20.

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