Nerial, lo studio di Reigns e Card Shark, chiude dopo tredici anni

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Nerial chiude dopo tredici anni di attività e undici giochi pubblicati. Lo studio di Reigns e Card Shark ha annunciato la fine dello sviluppo il 1 ottobre 2026 con un post firmato dai fondatori François e Tamara Alliot, marito e moglie, che lo avevano aperto nel 2013. La decisione, dicono, è stata presa insieme a Devolver Digital, l’editore che aveva comprato lo studio nel 2021.

Il comunicato parla di ibernazione. Nel testo integrale, pubblicato da Gematsu, i due fondatori ringraziano la squadra e la raccomandano a chiunque voglia assumerla. Per loro due, scrivono, è un ritorno alle origini dopo una pausa. L’ultimo gioco dello studio è Reigns: The Witcher, uscito il 25 febbraio 2026 e realizzato con CD Projekt RED, la casa polacca della serie di Geralt.

Quante persone perdono il lavoro

Nerial contava nove persone. Due, cioè i fondatori, continueranno a lavorare insieme; le altre sette sono state lasciate andare. François Alliot, direttore creativo dello studio, le ha elencate una per una parlando con Kotaku: l’artista Helen O’Dell, il producer AJ Kerr, gli sviluppatori Gordon Speirs, Ben Obikoya e Neil Goodman, lo sceneggiatore Oscar Harrington-Shaw, che ha scritto Reigns: The Witcher, e il designer Neil Bull. Due di loro hanno trent’anni di mestiere alle spalle. Alliot spera di continuare a lavorarci come collaboratori esterni, ma al momento non è in condizione di tenerli a libro paga.

Gli undici giochi dello studio compongono una produzione piccola e molto riconoscibile. Reigns uscì nel 2016 con un’idea presa da Tinder: si regna scorrendo le carte a destra o a sinistra, e ogni decisione sposta quattro indicatori finché uno dei quattro ti fa fuori. Da lì sono arrivati i seguiti e le versioni su licenza, da Game of Thrones alla Fattoria degli animali fino ai Tre Regni cinesi. Poi Card Shark, sul baro nella Francia del Settecento, e The Crush House, il simulatore di reality del 2024.

Cosa dice il fondatore sui motivi

Alliot mette insieme tre ragioni. La prima sono i conti: Reigns ha funzionato benissimo, ma dieci anni fa, mentre Card Shark e The Crush House hanno reso molto meno. La seconda è il mercato, che il fondatore descrive come fermo da dopo la pandemia e con l’intelligenza artificiale che assorbe tutta l’attenzione disponibile.

La terza riguarda la velocità con cui un’idea originale viene replicata. Un concetto nuovo, dice Alliot, viene copiato nel giro di un giorno e si moltiplica in migliaia di varianti su Steam. Per uno studio che campa esattamente sull’idea nuova, questo cambia il mestiere.

C’è anche una ragione che riguarda l’assetto societario. Diventare studio interno di un editore significa che ogni gioco deve essere un gioco di quell’editore, e Alliot racconta di aver passato anni a chiedersi cosa volesse l’altra parte prima ancora di decidere cosa voleva lui. Dice di essersi trovato bene con Devolver, che la chiusura è stata una decisione condivisa e che i rapporti restano ottimi, al punto da aspettarsi una telefonata se un giorno si deciderà di fare un Card Shark 2.

Il contesto in casa Devolver

Devolver aveva già tagliato il 40% del personale di Nerial ad aprile 2025, parlando nella presentazione agli investitori di una ristrutturazione per sistemare i problemi delle uscite recenti. Nello stesso periodo altri studi del gruppo hanno ridotto gli organici, e il totale dei dipendenti è sceso da 303 a circa 270 fra la fine del 2023 e la fine del 2024.

A settembre 2026 è arrivata la mossa più grossa. L’editore è uscito dal listino AIM, il mercato della borsa di Londra riservato alle società in crescita, tornando privato quattro anni dopo la quotazione. Al debutto del novembre 2021 valeva circa 939,8 milioni di dollari. Prima del ritiro la capitalizzazione si aggirava sui 46 milioni, oltre il 91% in meno, e restare quotata costava circa 1,6 milioni di dollari l’anno. In questo quadro, uno studio interno da nove persone con due uscite recenti sotto le attese è la voce di bilancio più facile da chiudere.

I diritti sul catalogo restano all’editore, e Alliot dice di esserne contento: si tiene i prototipi, che è quello che gli interessa adesso. È un epilogo diverso da quello di Heart Machine, che a settembre ha licenziato quasi tutti dopo l’addio del suo editore, e dal caso opposto di Grasshopper Manufacture, che dalla casa madre si è separata restando in piedi.

Cosa non si sa ancora

Non c’è un nuovo studio annunciato, né un progetto, né una data: i fondatori parlano di una pausa e di un ritorno al lavoro da indipendenti, senza dire quando. Devolver non ha fatto sapere se intende affidare ad altri le serie che ha in mano, a partire da Reigns, e non ha comunicato nulla sul destino dei sette posti di lavoro.

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