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Il dungeon crawler horror Sonucido: Dreams of the Gray God arriva nel 2027, e conta anche quanto ci metti

Tempo di lettura: 3 minuti

Sonucido: Dreams of the Gray God è un dungeon crawler horror, cioè un gioco in cui si scende in un sotterraneo un corridoio alla volta, e l’hanno annunciato Daniel e Luca Marie da Silva. La data indicata è il 2027, mentre sulla scheda del negozio c’è ancora scritto “prossimamente”.

Un carcere che si è messo a crescere

Sonucido è un sotterraneo scavato dentro una montagna. Decenni fa ci si spedivano i condannati e li si lasciava lì; abolita quella pena, il posto è rimasto quasi vuoto, e i contrabbandieri hanno cominciato a usarne i corridoi per far passare merce. Poi qualcosa è cambiato. Adesso i ladri lo evitano, il consiglio cittadino ha messo le guardie agli ingressi e girano storie sulle creature che ci stanno dentro.

Il dettaglio migliore lo dice la scheda Steam, non il comunicato: il sotterraneo starebbe risalendo verso l’alto e torcendo i propri corridoi, quindi le vecchie mappe non servono più a niente. Il gruppo che si guida ci entra per trovare qualcosa da rivendere, un manufatto, un oggetto qualsiasi. È un’impresa legale e stupida insieme, tanto che la città fornisce perfino un po’ di equipaggiamento in cambio di informazioni su cosa c’è là sotto. Se si torna.

Il tempo è una risorsa come le altre

Il combattimento è a turni e non perdona: un solo scontro può cancellare l’intero gruppo, e trovare rimpiazzi è raro. Fin qui è la solita promessa di durezza che accompagna metà degli annunci del genere.

La parte che vale la pena guardare è dichiarata sulla scheda: a contare sono le scelte e, insieme, il tempo che si impiega ad attraversare il sotterraneo. Non è una minaccia generica. In un gioco a turni e a caselle, con le mappe rese inutili dai corridoi che si spostano, significa che perdersi costa qualcosa, che tornare indietro per recuperare un compagno costa qualcosa, e che la prudenza smette di essere gratis. È il tipo di vincolo che cambia davvero come si gioca, a differenza della difficoltà alzata di tre tacche.

Cambia anche la struttura rispetto al capitolo precedente. In Sonucido: The Mage si controllava un personaggio solo; qui si guida un gruppo, con tutto quello che comporta in termini di perdite da assorbire. La visuale resta in prima persona e a caselle, e le etichette che i giocatori hanno appiccicato alla scheda parlano di orrore psicologico e di atmosfere lovecraftiane.

Quanto è grande davvero questa cosa

Il comunicato dice che il gioco si ispira a Fear & Hunger, il gioco di ruolo horror che in questo filone ha fatto scuola, e le testate lo hanno ripreso così. È una parentela dichiarata dagli autori, non un giudizio: prima di prenderla per buona conviene sapere con chi abbiamo a che fare.

Sonucido: The Mage è uscito il 2 dicembre 2022 a 7,99 dollari, e sulla sua pagina Steam ci sono tre recensioni in tutto: troppo poche perfino per far comparire una percentuale. Da Silva pubblica da anni sotto l’etichetta SmokeSomeFrogs e il suo pacchetto completo raccoglie sette giochi. Fra questi ci sono The Blood Mage 2 e Fight in the Arena, tutti autopubblicati senza un editore dietro. È una produzione familiare in senso stretto, e lo sito dello studio è una pagina sola. Il gioco pesa 800 megabyte, chiede 4 gigabyte di memoria e una GeForce GTX 1050, cioè una scheda video da poche decine di euro sull’usato. Esce anche su Linux, che è poi il sistema su cui l’autore lo sta scrivendo. Le lingue previste sono due, inglese e tedesco, quindi niente italiano.

Non è un difetto ed è il contesto che i comunicati non danno mai. Il sito ne ha già raccontati altri così: un dungeon crawler cresciuto in sei anni nelle mani di una persona sola, o uno in bianco e nero che sui dadi non bara mai. Quando escono bene, escono bene proprio perché nessuno ha imposto agli autori di ammorbidire niente.

Quello che manca, per ora, è tutto il resto: nessun prezzo, nessuna prova giocabile, nessuna recensione, e una data che il negozio non conferma. Su un annuncio così l’unica cosa sensata è mettere il gioco nella lista dei desideri e aspettare che arrivi una demo, che è anche il momento in cui si capirà se il vincolo del tempo è una meccanica o uno slogan.

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