L'emulatore PS5 KyTyPS5 con Demon's Souls Remake in esecuzione su PC

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L’emulazione PS5 corre più che mai, mentre Sony non porta più i suoi giochi su PC

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L’emulazione PS5 ha fatto in un giorno il salto che quasi nessuno si aspettava prima del 2027. Il 12 settembre KyTyPS5, uno dei progetti open source che stanno provando a far girare i giochi PlayStation 5 su PC, è passato dai 2 fotogrammi al secondo di Demon’s Souls Remake a una forbice fra 10 e 18.

A misurarlo è stato DSOGaming, che il giorno prima aveva filmato la stessa scena a 2 fotogrammi: un miglioramento dell’800% nello spazio di una singola release. Nella stessa build compare per la prima volta Astro Bot con il gioco in movimento e non solo con i menu. Gira intorno agli 11 fotogrammi al secondo su una configurazione tutt’altro che esotica: un processore Intel Core i3-10105F e una scheda video Nvidia GeForce RTX 5060, di fascia media.

Tre giochi grossi, nessuno giocabile

La lista dei titoli tripla A che KyTyPS5 riesce ad avviare arriva così a tre: Grand Theft Auto V, Astro Bot e Demon’s Souls Remake, più qualche produzione indipendente come Stray. Avviare, però, resta il verbo giusto: a 10-18 fotogrammi al secondo un gioco d’azione non si gioca, si guarda muoversi. Sulla console quel remake ha due modalità, una che punta alla risoluzione 4K e una a un frame rate più alto, come dichiara Sony sulla scheda ufficiale.

C’è poi una nota pratica, per chi si stesse già mettendo a cercare il file. La build di cui si parla non è ancora pubblicata: il repository ufficiale del progetto, 303 stelle e 34 fork, al 13 settembre non ha nessuna release caricata. È esattamente la finestra in cui, come avevamo visto a luglio parlando di cosa funziona davvero nell’emulazione PlayStation 5, spuntano i siti che promettono l’emulatore già pronto in cambio di un download.

La voce sul codice generato dall’intelligenza artificiale

Nella community circola l’idea che i salti di prestazioni delle ultime settimane arrivino da codice generato con l’intelligenza artificiale. DSOGaming la riporta e scrive di non sapere se sia vera; Wccftech la ripete aggiungendo che nessuno l’ha confermata. Finché il codice non è pubblico, resta una voce.

Se anche fosse vero, non cambierebbe nulla di quello che si vede nel video.

Esiste comunque una spiegazione più noiosa, e in un emulatore giovane molto più frequente: un singolo collo di bottiglia rimosso. Quando la resa grafica smette di passare per un percorso di ripiego, o quando il processore smette di aspettare la fine di ogni fotogramma prima di preparare il successivo, i numeri si moltiplicano di colpo e poi si fermano lì. Un balzo da 2 a 18 fotogrammi non dice chi abbia scritto la patch. Dice che prima c’era qualcosa di rotto.

Il calendario è scomodo per Sony

Il motivo per cui una notizia da nicchia finisce a incrociare i piani industriali di Sony è una questione di tempi. A marzo un rapporto di Bloomberg ha raccontato che l’azienda non intende più portare su PC i suoi grandi giochi per giocatore singolo. Nel pezzo si citavano Ghost of Yotei, la cui conversione era in lavorazione fino a poche settimane prima, e Saros. I multiplayer continuano ad arrivare, e così i titoli sviluppati da studi esterni e pubblicati da Sony, come Death Stranding 2. È la linea che l’ex capo di PlayStation Shawn Layden ha criticato apertamente, come raccontato a luglio.

Il 15 settembre arriva il primo banco di prova serio di quella linea. Marvel’s Wolverine esce solo su PS5 e PS5 Pro, a 69,99 dollari, ed è un gioco per giocatore singolo senza nessuna versione PC annunciata. Chi gioca su PC e lo vuole ha davanti due strade: comprare la console, o aspettare. Fino al 2025 la seconda finiva quasi sempre su Steam, con un ritardo di uno o due anni. Da marzo non si sa più dove finisca, ed è in quel vuoto che i progetti di emulazione diventano interessanti per un pubblico che prima li ignorava.

Lo studio che ha fatto Demon’s Souls non c’è più

C’è un dettaglio che rende la cronaca di questi giorni più ruvida del solito. Il gioco su cui KyTyPS5 sta misurando i progressi è il remake che Bluepoint Games aveva confezionato per il lancio della console, il 12 novembre 2020. Lo studio texano non esiste più: il 19 febbraio 2026 Sony ne ha annunciato la chiusura, circa 70 persone a casa, motivazione ufficiale una revisione degli assetti aziendali.

Messe in fila, le due cose descrivono bene il momento. Da una parte un’azienda che stringe il perimetro: meno conversioni su PC, meno studi interni, più ragioni per comprare l’hardware. Dall’altra dei progetti amatoriali che, senza documentazione ufficiale e senza soldi, in due mesi sono passati dalla schermata di caricamento al gioco in movimento. Non sono forze paragonabili e non lo saranno mai. La differenza è che una delle due ha delle date di uscita da rispettare e l’altra no.

Quanto manca, per davvero

Molto. Fra i 18 fotogrammi di una scena e i 30 stabili su un gioco intero c’è tutto quello che di solito ferma questi progetti. Il caricamento degli shader, cioè i programmini che disegnano materiali ed effetti e che su PC vanno ricompilati. Gli effetti grafici che semplicemente mancano. I crash nei punti in cui il gioco cambia zona. E soprattutto il fatto che un emulatore serio deve reggere una libreria intera, non la mezz’ora che finisce nel video. L’autore di DSOGaming, che segue la scena da anni, scrive di non essersi aspettato i 30 fotogrammi prima del 2027 e di essere rimasto sorpreso lui per primo.

Sony su tutto questo non ha detto niente, e a quindici fotogrammi al secondo non ha nessun motivo per farlo. La domanda arriva dopo: cosa succede quando i giochi che l’azienda ha deciso di non portare su PC ci arrivano lo stesso, con un paio d’anni di ritardo, senza che nessuno abbia incassato un euro.

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