I limiti Xbox Cloud Gaming che scattano a novembre non varranno per tutti allo stesso modo. Microsoft ha cominciato a scrivere a una parte degli abbonati a Game Pass per dire che il tetto orario non toccherà il loro abbonamento, a una condizione: che resti attivo e a rinnovo automatico. Le mail, però, sono arrivate solo in alcuni paesi, e l’Italia in quegli elenchi non compare.
Il contesto è la decisione annunciata il 3 settembre, di cui avevamo scritto: da novembre il gioco in streaming smette di essere illimitato e diventa un monte ore mensile. Quindici ore al mese per chi ha Game Pass Ultimate, dieci per Premium, cinque per Essential. Finite quelle, si compra altro tempo nel negozio Xbox.
Cosa dice la mail
Il testo che gli abbonati si sono trovati in casella è asciutto e dice due cose. La prima: le modifiche riguarderanno solo i nuovi acquisti nel mercato in cui risiedono, e non l’abbonamento in corso, a patto che sia a rinnovo automatico. La seconda: se in futuro qualcosa dovesse cambiare anche per quegli abbonamenti, Microsoft avviserà con almeno sessanta giorni di anticipo, lasciando la possibilità di cambiare piano o disdire.
C’è una trappola dentro la condizione, e PC Guide la spiega bene: chi disdice e poi si riabbona viene trattato come nuovo cliente, e si ritrova il monte ore. L’esenzione, in altre parole, vale finché non stacchi. È un incentivo a non lasciare mai scadere l’abbonamento, il che per Microsoft è esattamente il punto.
Quali paesi, e perché gli elenchi non coincidono
Qui la faccenda si fa meno netta di come la raccontano i titoli. Pure Xbox parla di mail arrivate in Australia, Germania, Brasile e altri paesi, e segnala che nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Canada non sono arrivate. PC Guide elenca Australia, Brasile, Polonia e Germania. AllKeyShop mette Francia al posto della Polonia.
Tre elenchi diversi per lo stesso fatto, e il motivo è semplice: nessuno di questi elenchi viene da Microsoft. Vengono tutti dalle segnalazioni degli utenti, raccolte principalmente in una discussione su Reddit in cui chi riceveva la mail postava lo screenshot. Microsoft non ha pubblicato nessuna lista, e nel comunicato ufficiale sul cambio di regole di paesi non se ne parlava affatto.
Dell’Italia, per ora, non si sa niente
Va detto con chiarezza, perché è la domanda che interessa a chi ci legge: in nessuno dei tre elenchi l’Italia compare, né fra i paesi esentati né fra quelli esplicitamente esclusi. Non significa che gli abbonati italiani siano tagliati fuori, e non significa nemmeno il contrario. Significa che al momento non lo sa nessuno, e chi scrive che l’Italia è dentro o fuori sta indovinando.
L’unico modo per saperlo è guardare nella propria casella di posta. Se vi è arrivata una comunicazione di Microsoft sul cloud gaming in questi giorni, il contenuto vale più di qualunque elenco che circola in rete, e ci interessa parecchio saperlo.
La spiegazione più probabile è la più noiosa
Sul perché Microsoft tratti gli abbonati in modo diverso a seconda di dove abitano, l’azienda non ha detto niente. L’ipotesi che circola in tutte le coperture riguarda le norme sui contratti a rinnovo: in diversi ordinamenti, cambiare in peggio le condizioni di un abbonamento già attivo è complicato, quando non vietato, e l’azienda deve preavvisare o riaprire il consenso.
È un’ipotesi ragionevole e il precedente la sostiene: le stesse coperture ricordano che una cosa simile era già successa con gli aumenti di prezzo del Game Pass, quando alcuni mercati erano rimasti temporaneamente fuori. Resta un’ipotesi, però, e finché Microsoft non spiega la mappa, chiamarla una strategia commerciale è un’attribuzione di intenzioni che nessun documento sostiene.
Cosa cambia davvero, numeri alla mano
La posizione ufficiale di Microsoft è che i costi del servizio crescono man mano che la gente lo usa di più e più a lungo, e che il monte ore serve a continuare a investire in prestazioni e affidabilità. L’azienda aveva anche difeso la scelta sostenendo che il tetto toccherà soltanto il quattro per cento degli abbonati.
Quel quattro per cento, però, è la quota di chi supera le quindici ore, non la quota di chi usa il servizio. E quindici ore al mese, per un abbonamento Ultimate, sono mezz’ora al giorno: abbastanza per provare qualcosa, non abbastanza per finire un gioco da campagna. Il cloud smette di essere un modo di giocare e torna a essere una vetrina.


