Onimusha vende un milione di copie in un giorno, e Capcom annuncia altri ritorni

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Le Onimusha Way of the Sword vendite del primo giorno hanno superato il milione di copie in tutto il mondo, e l’intera serie ha passato i dieci milioni dal 2001 a oggi. Lo ha comunicato Capcom il 7 settembre 2026 con un comunicato agli investitori, tre giorni dopo l’uscita del gioco.

Nella stessa nota c’è la frase che vale più del numero. Capcom scrive che, oltre a pubblicare ogni anno titoli nuovi di grosso calibro, si sta concentrando sulla riattivazione delle proprietà intellettuali che da tempo non vedono un’uscita, e che lavora a valorizzare la propria libreria di contenuti. È una dichiarazione di strategia, non un annuncio di prodotto: nessuna serie viene nominata.

Cosa dicono davvero quei numeri

Onimusha: Way of the Sword è uscito il 4 settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X e S, Nintendo Switch 2 e PC, tutte insieme. Capcom non ha diviso il milione per piattaforma, quindi non sappiamo quale versione abbia trainato. Il dato di contorno più leggibile arriva da Steam: secondo Shane the Gamer, che ha raccolto i rilievi di SteamDB, il picco di giocatori in contemporanea è stato di 85.081, con recensioni degli utenti all’87% di giudizi positivi intorno al giorno dell’annuncio.

Il budget di sviluppo non è pubblico, quindi dire se un milione al primo giorno sia un affare o una delusione non è possibile con i dati disponibili. Quello che si può fare è confrontarlo con la storia della serie. Dal primo capitolo del 2001 al 2006 Onimusha aveva venduto poco più di nove milioni di copie complessive: un solo giorno di questo gioco vale oltre un decimo di quel totale.

Il confronto interno a Capcom aiuta a inquadrare l’ordine di grandezza. Nello stesso 2026 Pragmata ha superato il milione di copie in due giorni, mentre Resident Evil Requiem ha passato i cinque milioni in meno di una settimana. Onimusha ha aperto più in fretta di Pragmata e resta lontanissimo dal marchio più grosso dell’azienda.

Il precedente lo avevamo segnalato il 25 agosto 2026: i due milioni di wishlist raggiunte prima dell’uscita valevano già più di un quinto di quanto la serie avesse venduto in vent’anni. Le wishlist, cioè le liste dei desideri in cui si segna un gioco sullo store per essere avvisati, restano una promessa e non un incasso, come scrivevamo allora. Stavolta la conversione c’è stata.

Il metodo che Capcom rivendica

Nel comunicato l’azienda attribuisce parte del risultato al lavoro fatto prima del lancio: più demo pubblicate e sessioni di prova alle fiere, con l’obiettivo dichiarato di allargare la platea di chi sapeva dell’esistenza del gioco. Per una serie ferma da vent’anni quello è il problema principale da risolvere, perché chi giocava a Onimusha su PlayStation 2 nel 2001 oggi ha un’età in cui i sedici euro di un abbonamento pesano più di allora, e chi ha vent’anni non ha mai sentito quel nome.

Sulla qualità del prodotto il riscontro della stampa era arrivato prima. Il 2 settembre 2026 avevamo messo in fila i voti dei recensori: 86 di media su OpenCritic con 93 recensioni, il punteggio più alto nella storia della serie, con riserve concentrate sui miniboss ripetuti e su uno scalino di difficoltà nella seconda metà. Il gioco porta Musashi Miyamoto nella Kyoto di epoca Edo e usa le fattezze dell’attore Toshiro Mifune per il protagonista.

Quali serie potrebbero seguire, e perché conviene non fantasticare

La dichiarazione di Capcom è generica per scelta. Come nota Vice, alcune riattivazioni sono già in calendario e non hanno bisogno di essere annunciate di nuovo: Mega Man: Dual Override è atteso per il 2027 e sarebbe il primo capitolo della serie dopo Mega Man 11 del 2018, mentre un nuovo Okami è in sviluppo. TheGamer segnala che l’azienda vuole appoggiarsi al catalogo dormiente per sostenere le uscite maggiori.

Le liste dei desideri dei fan, da Dino Crisis a Breath of Fire, a oggi non hanno nessun aggancio in quel comunicato. Capcom ha usato una formula quasi identica in una comunicazione agli investitori del dicembre 2024, e già nel 2019 diceva agli azionisti che sbloccare il valore delle vecchie proprietà faceva parte dei piani di lungo periodo. Detto altrimenti: la strategia non nasce con Onimusha, Onimusha è la prova che serviva per continuare a difenderla in assemblea. Quale sarà il prossimo nome resta la parte non annunciata di un piano che ha già un milione di copie a sostegno.

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