Il 28 agosto Ryan Laley ha pubblicato su X un video in cui raccontava che la sua gamescom era finita in anticipo: dallo stand erano spariti tutti i portatili del suo Mimic. Nel giro di poche ore l’account ufficiale di Cyberpunk 2077 gli ha risposto che avrebbe controllato negli archivi hardware della Arasaka per vedere se poteva mandargli qualcosa, e che nessun choom dovrebbe ricominciare da zero.
La battuta, costruita sul gergo del gioco, ha fatto il giro del mondo. È finita su GameSpot, su PC Gamer e su decine di altre testate, quasi sempre nel titolo. Dieci giorni dopo vale la pena guardare come è andata a finire.
Chi ha promesso e chi ha pagato
L’attrezzatura nuova Laley ce l’ha, e non gliel’ha mandata CD Projekt. I soldi per ricomprarla li ha messi Joe Henson, sviluppatore di Don’t Scream, che in rete si firma Indie Game Joe. Ha risposto al video con un altro video, si è offerto di coprire la spesa, e nello stesso pomeriggio del 28 agosto Laley lo ringraziava pubblicamente per avergli donato il denaro necessario a sostituire l’hardware rubato.
La formula usata da CD Projekt era, alla lettera, che avrebbero guardato se riuscivano a mandare qualcosa. Non era un impegno, e a dieci giorni di distanza non risultano comunicazioni pubbliche, né dallo studio né da Laley, su materiale effettivamente arrivato. Può darsi che qualcosa sia partito e che nessuno lo abbia raccontato: quello che si può dire con certezza è soltanto che nessuno lo ha detto.
Un effetto misurabile, però, quella risposta lo ha avuto: ha portato attenzione. La storia è diventata virale grazie a un marchio grosso che ci ha messo la faccia, e Henson ha usato l’onda per chiedere ai giocatori di aggiungere Mimic alla lista dei desideri su Steam. Per uno sviluppatore solo, quella è una valuta vera quanto un portatile.
Perché quei portatili contavano più del solito
Laley lavora da solo a un gioco che si gioca fino in dieci. Il dettaglio lo ha raccontato Tom Henderson in un provato pubblicato il 29 agosto: per testare il multigiocatore Laley ha passato la maggior parte dello sviluppo con due portatili, o con un portatile e uno Steam Deck. Caricava la partita su entrambi i dispositivi, provava una funzione, usciva e correggeva i difetti.
Rubargli le macchine, quindi, non gli ha tolto una vetrina alla fiera. Gli ha tolto il banco di prova su cui il gioco si costruisce, a due mesi dall’uscita.
Mimic è un horror di deduzione sociale ambientato sulla nave spaziale Icarus, in rotta di collisione col sole. L’equipaggio deve ripararla e scappare, uno dei giocatori è in realtà un alieno capace di prendere le sembianze altrui, e un androide dà la caccia a tutti senza distinzione. Esce in accesso anticipato il 27 ottobre su Steam e su Epic Games Store, con le versioni PlayStation 5 e Xbox Series previste per il 2027.
Almeno quattro furti, e una fiera che consiglia l’assicurazione
Laley non è stato l’unico. Tessera Studios ha trovato il deposito forzato e si è vista portare via controller, uno Steam Deck e due portatili che contenevano la demo per la fiera insieme a informazioni aziendali. Il cofondatore Marcos Neila ha detto che, per quanto ne sanno, dalla fiera non risulta alcuna copertura assicurativa. iam8bit ha perso due portatili con dentro le versioni non finite di Petal Runner ed Escape Academy 2, nonostante la vigilanza del quartiere fieristico. Anche Ukiyo Studios ha segnalato ammanchi.
Della risposta della fiera abbiamo già scritto: guardie in divisa per la sorveglianza generale, vigilanza sul singolo stand solo a pagamento, e l’invito agli espositori ad assicurare l’attrezzatura contro il furto, come previsto dalle condizioni di partecipazione. Le scuse per il tono di quella prima risposta sono arrivate una settimana dopo.
Messe in fila, le due cose raccontano bene come si distribuisce il rischio in questo settore. Una fiera che vive di espositori scarica il costo della sicurezza su chi affitta lo stand, e quando il furto avviene la rete compensa con un moto di solidarietà. Solo che la solidarietà non è distribuita a caso: l’attenzione arriva da chi ha il pubblico più grande, mentre il conto lo salda chi sta più vicino, e questa volta era un altro sviluppatore indipendente. Gli otto portatili spariti dagli stand restano dove stavano il 29 agosto: le indagini della polizia di Colonia sono aperte e nessuno ha recuperato niente.


