Il quartiere fieristico della gamescom di Colonia, dove sono stati rubati i portatili dagli stand indie

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La gamescom risponde ai furti dagli stand indie: la vigilanza sul singolo stand si paga a parte

Tempo di lettura: 3 minuti

Sulla sicurezza alla gamescom la fiera ha detto la sua il 29 agosto, dopo due giorni di segnalazioni di furti dagli stand. Il comunicato pubblicato sul profilo X dell’evento ricorda tre cose. La vigilanza in divisa copre il quartiere fieristico, la sorveglianza sul singolo stand si prenota a parte, e gli espositori sono invitati ad assicurare l’attrezzatura contro il furto, come previsto dalle condizioni di partecipazione.

La nota aggiunge che tutti i casi sono stati denunciati alla fiera e alla polizia, che le indagini sono in corso, e che in una manifestazione di quelle dimensioni ci sarà sempre qualcuno che prova ad approfittarne. Il testo è cortese e cita per due volte il dispiacere degli organizzatori. Nella parte pratica, però, l’unico consiglio operativo rivolto a chi si è visto svuotare lo stand è comprare più protezione la prossima volta.

Cosa era successo negli stand

Abbiamo raccontato il furto degli otto portatili il 29 agosto, quando la vittima più visibile era Ryan Laley, sviluppatore solitario e autore di uno dei canali di tutorial su Unreal Engine più seguiti in circolazione. Laley stava mostrando Mimic, il suo horror multigiocatore asimmetrico in uscita il 26 ottobre 2026, sul portatile Alienware comprato apposta per la fiera. Nel video pubblicato il 28 agosto ha spiegato che la sua gamescom era finita in anticipo. Chi ha svuotato lo stand si è preso solo i computer e ha lasciato lì i caricabatterie.

Nei giorni successivi si sono aggiunte altre vittime, e il quadro è diventato più largo di un episodio isolato. La casa editrice iam8bit, nota per le edizioni fisiche e il merchandising, ha perso due portatili dalla postazione nell’area business. Contenevano le versioni giocabili di Petal Runner ed Escape Academy 2, e l’azienda ha avvertito che quelle build incomplete potrebbero circolare senza il suo consenso. Lo studio spagnolo Tessera Studios, che lavora a The Zibbo Show, ha trovato l’armadietto forzato e ha denunciato la sparizione di due portatili e di uno Steam Deck, dichiarando che sulle macchine c’erano dati aziendali e personali oltre alla demo.

Il punto che ha reso la risposta indigesta è proprio questo: le sottrazioni sono avvenute di notte, dentro aree ad accesso controllato, con la sorveglianza della Koelnmesse in servizio, e in almeno un caso forzando una serratura.

La reazione dell’industria

Le repliche sotto il comunicato sono state quasi tutte dello stesso tenore. Lo studio NoQuarter Software ha definito la risposta inaccettabile. Il cofondatore di Neon Doctrine Vladislav Tsõpljak ha chiesto se la fiera stesse davvero addossando la colpa a chi è stato derubato per non aver pagato la vigilanza privata. Lo streamer L0k0hGaming ha parlato di scuse che scaricano la responsabilità sugli sviluppatori. TheGamer ha raccolto anche il commento del giornalista Tom Warren, che è stato più secco.

Dot Esports osserva che la contestazione più ricorrente non riguarda il tono ma l’ordine delle priorità. La fiera parla di guardie opzionali e di polizze assicurative prima di spiegare come sia stato possibile portare via più computer da padiglioni chiusi durante la notte. Su quel come, finora, non è arrivata nessuna ricostruzione.

Chi ha rimediato al posto della fiera

La parte che ha funzionato è arrivata da fuori. Il consulente e divulgatore Indie Game Joe ha finanziato per intero l’hardware sostitutivo di Laley, che aveva rifiutato l’idea di una raccolta fondi pubblica. CD Projekt Red si è fatta avanti dal profilo di Cyberpunk 2077 offrendo attrezzatura, restando dentro il proprio personaggio e promettendo di controllare cosa poteva mandare. Anche Playtonic si è offerta di aiutare, e diversi giocatori hanno spinto perché Mimic venisse aggiunto alle liste dei desideri su Steam.

Va detta anche la parte noiosa, che vale sempre. Un’area ad accesso controllato resta un padiglione, non un caveau, e i furti alle fiere professionali esistono da decenni. Un espositore che porta hardware costoso a Colonia lo sa, e la polizza contro il furto è una precauzione sensata a prescindere da chi sbaglia.

Il problema è a chi conviene quel modello. Una polizza e una guardia dedicata sono voci di spesa che un publisher assorbe senza accorgersene e che uno sviluppatore solitario, già in perdita per il viaggio e per lo stand, non mette a bilancio. Se la sicurezza inclusa nel biglietto copre soltanto chi può permettersene una seconda, la vetrina europea degli indipendenti sta chiedendo agli indipendenti di finanziarsela da soli.

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