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Konami ha tolto il Web3 da Project Zircon senza dirlo a nessuno

Tempo di lettura: 3 minuti

Project Zircon è tornato sugli schermi il 3 settembre 2026, dentro il Press Start di Konami, lo stesso showcase in cui è passato il nuovo Castlevania, sotto forma di gioco di carte roguelike, dove a ogni partita persa si ricomincia da capo con un mazzo diverso. Nel trailer non compare la parola blockchain. Sulla pagina Steam aperta lo stesso giorno non compare la parola blockchain. Non compaiono nemmeno gli NFT, i certificati di proprietà digitale registrati su blockchain.

Tre anni fa quelle due parole erano l’intero progetto.

Cosa era Project Zircon nel 2023

Konami aveva depositato il marchio nel marzo 2023 e aperto i canali ufficiali l’11 settembre dello stesso anno, presentandolo come il primo progetto web3 dell’azienda. Web3 è l’etichetta con cui l’industria tecnologica ha venduto per un paio d’anni l’idea di servizi costruiti sulla blockchain, con la proprietà dei contenuti certificata da token digitali.

I dettagli erano arrivati al Tokyo Game Show del 21 settembre 2023. Nella presentazione sul palco Konami spiegava che gli utenti avrebbero posseduto i personaggi come NFT e ne avrebbero deciso nome, biografia e abilità, partecipando alla costruzione di un mondo fantasy destinato a espandersi in videogiochi, animazione e romanzi. Lo stesso giorno, dallo stesso palco, l’azienda annunciava Resella, un mercato interno per comprare e vendere quegli NFT in yen, senza portafogli digitali e senza commissioni di transazione da gestire.

Il progetto è poi cresciuto in direzioni che con la blockchain non c’entravano: giochi da tavolo, murder mystery, romanzi e manga. Il videogioco vero e proprio è stato annunciato a settembre 2025, come ricostruisce Anime News Network. Ed è quello che è arrivato adesso su Steam.

Che gioco è diventato

La descrizione ufficiale non lascia molto spazio all’interpretazione. Il giocatore è il sovrano di una nazione minacciata dal ritorno di un drago, recluta carte personaggio e costruisce strutture per rafforzare il paese, e ha cinque anni di tempo prima dello scontro finale. Ogni anno si divide in una fase strategica, dedicata a espandere il territorio e raccogliere carte, e una fase amministrativa in cui si schiera quello che si è raccolto. I punti di commercio, industria e cultura sono risorse separate da distribuire.

Una partita dura circa un’ora, i finali sono più di uno e le scelte fatte durante la corsa possono cambiare le condizioni di vittoria. C’è un livello del giocatore che si alza fra una partita e l’altra e sblocca strutture e mazzi iniziali, secondo la scheda riportata da Noisy Pixel. La data di uscita non c’è, la piattaforma dichiarata è il solo PC, come segnala Gematsu.

Detto altrimenti: un deckbuilder singleplayer, il genere reso popolare da Slay the Spire, con sopra uno strato gestionale. Un gioco normale, che si compra una volta e si gioca offline. Esattamente il contrario dell’oggetto che Konami aveva descritto nel 2023, dove il valore stava nel possedere e rivendere i personaggi.

La spiegazione noiosa è anche quella più probabile

Konami non ha annunciato nessuna marcia indietro, non ha spiegato che fine abbiano fatto gli NFT dei personaggi e non ha detto se Resella sia mai partita davvero. La riscrittura si vede solo mettendo la pagina del 2023 accanto a quella del 2026. Un annuncio che sparisce senza smentita è un annuncio che nessuno potrà rinfacciare, ed è il motivo per cui questa storia va raccontata.

Non serve una teoria elaborata per spiegarlo. La lettura più semplice è commerciale: un deckbuilder su Steam lo comprano i giocatori di deckbuilder, e su Steam la sola presenza di token digitali è materiale da recensioni negative prima ancora che qualcuno abbia provato il gioco. Togliere quella riga dalla scheda è la mossa che costa meno.

Il modo in cui è stata tolta, però, è l’opposto del modo in cui era stata messa. Nel 2023 c’erano un palco al Tokyo Game Show, un comunicato e un marketplace annunciato insieme al progetto; nel 2026 c’è una scheda Steam che semplicemente non ne parla. Un’azienda dovrebbe rispondere delle promesse tecnologiche con la stessa visibilità con cui le ha fatte, e la regola vale per Konami come per chiunque stia attaccando l’etichetta “intelligenza artificiale” a un prodotto che fra due anni presenterà senza.

Il gioco, intanto, ha una lista dei desideri aperta su Steam e nessuna data. Se e quando arriverà, andrà giudicato per quello che è adesso, cioè un deckbuilder. Il pezzo di storia che si porta dietro serve a ricordare quanto poco costi a un editore cambiare completamente un progetto e non dirlo.

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