Rose Belmont in Castlevania: Belmont's Curse, in uscita il 15 ottobre

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Castlevania: Belmont’s Curse esce il 15 ottobre, e Konami ha lasciato fare a Evil Empire

Tempo di lettura: 3 minuti

Castlevania: Belmont’s Curse esce il 15 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series, PC e Nintendo Switch, al prezzo di 29,99 euro. La data non è nuova, era stata fissata a giugno durante la vetrina Xbox: quello che è arrivato da Colonia in questi giorni è il racconto di come è nato, in una lunga intervista di PCGamesN con il produttore Konami Tsutomu Taniguchi e due responsabili di Evil Empire.

Lo studio è quello che ha tenuto in vita Dead Cells per anni di aggiornamenti dopo il lancio, e che ha firmato The Rogue Prince of Persia. Accanto c’è Motion Twin, che di Dead Cells era l’autore originale e che qui compare in veste di consulente. Sulla scheda del gioco, però, lo sviluppatore è Evil Empire.

Rose Belmont, Parigi 1499

La protagonista è Rose Belmont, figlia di Trevor Belmont e Sypha Belnades, e la vicenda si colloca nel 1499 a Parigi, ventitré anni dopo gli eventi di Castlevania III: Dracula’s Curse del 1989. La città viene invasa dalle creature di Dracula mentre il castello si materializza nel suo cuore, e la mappa da esplorare comprende sia il maniero sia le strade attorno.

L’ispirazione dichiarata resta Castlevania: Symphony of the Night, ma il team ha pescato in tutta la serie. La frusta Vampire Killer torna a funzionare anche come rampino per attraversare voragini e raggiungere sporgenze, che è il trucco reso famoso da Super Castlevania IV. E c’è un sistema di tarocchi con cui sigillare i nemici sconfitti convertendoli in Arcana, cioè in poteri utilizzabili: un meccanismo che assomiglia al Dual Set-Up System di Castlevania: Circle of the Moon e ai glifi di Order of Ecclesia.

La copertina è opera di Katsuya Terada, illustratore e mangaka, e nelle settimane scorse Konami ha diffuso il doppiaggio inglese, che riporta al microfono nomi già legati alla saga come Graham McTavish e Liam O’Brien. La serie compie quarant’anni proprio a settembre.

Cosa dicono a Colonia

Il filo dell’intervista è uno solo, e riguarda quanta libertà Konami abbia lasciato a uno studio esterno su un marchio di questo peso. Bérenger Dupré, responsabile marketing di Evil Empire, la mette sulla comunicazione: il progetto ha funzionato perché le due parti hanno parlato molto e collaborato davvero. Lo studio è pieno di appassionati storici della serie, e all’inizio, racconta, c’era un certo imbarazzo nel proporre idee azzardate. Poi hanno cominciato a metterle sul tavolo e la risposta da Tokyo è stata quasi sempre di andare avanti.

Sandro Bordier, che guida la progettazione dei livelli, spiega che la difficoltà è stata la scelta: la serie è talmente stratificata che il problema non era trovare riferimenti ma decidere quali reggessero il confronto con oggi, e la traccia narrativa ha indirizzato verso i capitoli legati a quel periodo.

Taniguchi, che di Castlevania è appassionato di lunga data prima ancora che produttore, non nasconde cosa si aspetta da questa uscita: «volevo che uscissero cose nuove», dice, aggiungendo che se funziona gli piacerebbe vederne altre. È il modo educato di dire che Belmont’s Curse è un banco di prova per capire se la serie ha ancora un mercato.

Il precedente che vale la pena ricordare

C’è un particolare di questo progetto che qui avevamo già raccontato: a luglio gli sviluppatori avevano spiegato perché hanno detto no all’IA generativa, scegliendo di disegnare tutto a mano. In un anno in cui mezzo settore ha fatto il contrario, quella scelta pesa quanto le citazioni ai capitoli storici.

Il quadro complessivo è quello di un’operazione costruita con criterio. Konami ha smesso di trattare Castlevania come un archivio da cui estrarre raccolte e giochi per telefono, e l’ha affidata a chi i giochi d’esplorazione bidimensionali li fa di mestiere. Il rischio, con una scelta così, è la nostalgia esibita: mettere una citazione ogni tre stanze e chiamarlo omaggio. Da quello che si è visto finora i riferimenti sembrano invece funzionali, cioè meccaniche che tornano perché servono e non perché fanno sorridere chi le riconosce.

Quello su cui si giocherà tutto è se Rose regge da sola. Alucard e Richter sono personaggi che quarant’anni di serie hanno reso ingombranti, e una protagonista nuova deve conquistarsi lo spazio in tre settimane di passaparola, non in tre capitoli. La risposta arriva il 15 ottobre, ed è abbastanza vicina da non lasciare margine a scuse: la scheda Steam è già aperta ai preordini, insieme all’edizione Midnight con la galleria di bozzetti e la colonna sonora.

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