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Il creatore di Kingdom Come boccia la storia di GTA 6: «zero aggancio narrativo»

Tempo di lettura: 4 minuti

Per Daniel Vávra, GTA 6 è un miracolo tecnologico con due protagonisti che non gli interessano. Il creatore di Kingdom Come: Deliverance lo ha scritto in un post su X il 28 agosto, il giorno dopo la trasmissione di Grand Theft Auto VI: An Extended Look, il filmato con cui Rockstar Games ha mostrato per la prima volta il gioco in movimento.

Le parole di Vávra su Jason e Lucia

Il post parte da un elenco di ingredienti: conflitto interno ed esterno, personaggi complessi con motivazioni comprensibili, un mondo coerente, un tema, un messaggio. Nei ventisei minuti dell’Extended Look, sostiene Vávra, non ha trovato niente di tutto questo. Ha definito la presentazione una demo tecnica al limite del miracolo, ha riconosciuto a Rockstar un open world che nessuno aveva mai costruito prima e ha liquidato Jason Duval e Lucia Caminos come «due sociopatici senza interesse» che ammazzano gente per soldi e per conto di altri sociopatici. La formula che poi ha fatto il giro dei siti è quella finale: zero aggancio narrativo, «zero story hook». Secondo lui il gioco funzionerà per il multiplayer e per chi ha voglia di combinare disastri a caso.

A chi gli obiettava che un trailer non è il gioco, Vávra ha risposto che ventisei minuti sono spazio più che sufficiente per piazzare un aggancio, e che quello che si vede è materiale sparso senza contesto. In altri interventi ha collegato la sua diffidenza all’assenza di Dan Houser dal progetto, stando a quanto riporta GameRant. Il riferimento è verificabile: Houser, cofondatore di Rockstar e autore dei testi di quasi tutti i Grand Theft Auto, ha lasciato lo studio nel febbraio 2020, e nel settembre 2025 ha confermato di non aver scritto una riga di GTA 6, aggiungendo che il gioco sarà comunque ottimo.

Da dove arriva il giudizio del creatore di Kingdom Come

Vávra ha cominciato nel 1998 alla Illusion Softworks come grafico, è stato lead writer di Mafia nel 2002 e di Mafia II nel 2010, e nel 2011 ha fondato Warhorse Studios con Martin Klíma. Kingdom Come: Deliverance è uscito nel 2018, il seguito nel febbraio 2025. A giugno 2026 Deep Silver ha annunciato che Kingdom Come: Deliverance II ha superato i 6 milioni di copie e ha vinto il BAFTA Games Award per la migliore narrativa. Chi contesta la scrittura di GTA 6, insomma, un premio per la scrittura ce l’ha in bacheca.

È anche una figura che sta stabilmente dentro le polemiche. PC Gamer ricorda che dieci anni fa finì sui giornali come sviluppatore schierato con il GamerGate, la campagna di molestie online del 2014 contro le donne del settore. A marzo 2026 il traduttore ceco Ondřej Hejtmánek ha raccontato di essere stato licenziato da Warhorse e rimpiazzato dall’intelligenza artificiale. Il 31 agosto, tre giorni dopo il post su GTA 6, Vávra ha pubblicato un intervento lunghissimo in difesa dell’automazione nella produzione dei giochi, con il racconto di come nel 1999 fotografasse muri e finestre per ricavarne le texture di Mafia.

Il dettaglio che i titoli si dimenticano: non fa più videogiochi

L’etichetta «direttore di KCD2» che gira in queste ore è vera al passato. A febbraio 2026 Warhorse ha comunicato che Vávra lascia la direzione creativa dello studio: al suo posto sono arrivati Prokop Jirsa e Viktor Bocan, mentre lui si è spostato su un ruolo transmediale, cioè la sceneggiatura del film tratto da Kingdom Come. Lo studio ha spiegato al sito ceco CzechCrunch, e poi confermato a VGC, che non si tratta di una rottura e che una prima stesura del copione esiste già. Lui stesso, rispondendo a un utente su X il 31 agosto, ha scritto di non lavorare a un gioco da più di un anno.

Che cosa mostravano davvero i ventisei minuti di Rockstar

L’Extended Look non è il gioco: è un montaggio promozionale di ventisei minuti catturato su una PS5 standard, andato in onda il 27 agosto su Netflix con sei ore di anticipo e poi caricato sul canale YouTube di Rockstar e sul sito ufficiale, come avevamo raccontato alla vigilia della messa in onda. Rockstar lo ha presentato per quello che è, cioè una vetrina tecnica: nel comunicato parla di materiale in-game e della evoluzione più grande della serie, non della trama.

La trama, quella che Vávra dice di non aver visto, sta scritta da mesi nella sinossi ufficiale: un colpo facile che va storto trascina Jason e Lucia dentro una cospirazione criminale che attraversa lo stato immaginario di Leonida. Jason è un ex militare che lavora per i trafficanti e vorrebbe una vita più semplice, Lucia esce di prigione e cerca un futuro migliore. Sono, alla lettera, il conflitto e le motivazioni che l’elenco di Vávra chiede a una buona storia.

Sull’effetto commerciale della presentazione non ci sono numeri ufficiali. Le uniche cifre in circolazione sono stime di Sensor Tower, che parlano di un’attività di preordine più alta del 572 per cento rispetto alla media nei due giorni successivi al filmato, e Take-Two non ha mai pubblicato un conteggio delle unità prenotate. Grand Theft Auto VI esce il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, senza una data PC annunciata. Fino ad allora, qualunque discussione sulla scrittura del gioco resta un giudizio su ventisei minuti scelti dal reparto marketing.

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