L'interfaccia di Live TV su PS5, il servizio di televisione gratuita con pubblicità lanciato da Sony

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Sony accende la televisione dentro la PS5: cento canali gratis, pagati dalla pubblicità

Tempo di lettura: 3 minuti

Live TV su PS5 è partito il 31 agosto 2026 negli Stati Uniti: oltre cento canali che vanno in onda dal vivo, gratis, dentro la sezione Media della console. Non serve scaricare niente e non serve nessun abbonamento. Serve solo accettare la pubblicità, che è il modo in cui il servizio si paga da solo. Sony lo ha annunciato sul PlayStation Blog, senza una diretta e senza un trailer.

Cosa c’è dentro

Il servizio è gestito da Sony Pictures Television, cioè la divisione televisiva del gruppo, e mette insieme canali lineari e una libreria su richiesta. Per i film ci sono MovieSphere di Lionsgate, 50 Cent Action, FilmRise Free Movies, Sony One Horror Hits e Cinevault. Per le serie si va sulla roba da palinsesto notturno. In elenco ci sono Community, The Shield, Hell’s Kitchen, The Walking Dead, Forensic Files, Unsolved Mysteries, Deal or No Deal USA, Fear Factor e Ice Road Truckers del canale HISTORY.

Gli anime arrivano da Crunchyroll con Naruto, Sailor Moon, Hunter x Hunter e Death Note, più un canale dedicato a Black Clover. Lo sport lo portano FOX Sports, NBC Sports Now, NASCAR, il canale della lega di arti marziali miste UFC e quello della NFL, il football americano. In palinsesto ci sono anche calcio, golf, hockey e boxe. Le notizie stanno su NBC News Now, LiveNOW e Fox Weather. In mezzo c’è anche materiale da podcast, tra cui Hot Ones e The Ringer di Spotify, come elenca Engadget.

Per accendere il tutto si va nella scheda Media della schermata iniziale e si sceglie l’icona Live TV on PS5. Poi si entra con il proprio account PlayStation, che viene collegato a un profilo su Sony Pictures CORE, il servizio di film del gruppo già presente sulla console. È il passaggio che conta più di tutti gli altri, e ci torniamo. Il servizio per ora esiste solo negli Stati Uniti. Sony dice che arriverà in Canada e poi in altre regioni, senza indicare date, e che il palinsesto verrà aggiornato con nuovi canali nel tempo.

Il modello si chiama FAST, e non è nuovo per Sony

Quello che ha appena aperto è un servizio FAST, sigla che sta per free ad-supported streaming television: televisione gratuita in streaming pagata dagli inserzionisti, come Pluto TV, Tubi o il canale di Roku. Il palinsesto scorre da solo, tu scegli il canale, gli spot li subisci.

Sony questo mestiere lo aveva già fatto e lo aveva lasciato. Possedeva Crackle, piattaforma gratuita con pubblicità che aveva anche prodotto contenuti originali. Nel 2019 ne ha venduto la quota di maggioranza a Chicken Soup for the Soul Entertainment. Nel 2025 Crackle ha chiuso, per i problemi finanziari della società che l’aveva comprata. Screen Rant ricostruisce il giro completo, che finisce dove era cominciato con una differenza importante: stavolta la piattaforma non va scaricata da uno store affollato, perché è già dentro una console che sta in decine di milioni di salotti. La distribuzione è già fatta, e non è costata niente in più.

Perché a Sony conviene, in termini noiosi

La lettura più semplice è anche quella giusta. Sony possiede una libreria enorme attraverso Sony Pictures e possiede uno schermo acceso che, per parecchie ore alla settimana, non sta facendo girare nessun gioco. Riempire quel tempo con canali che portano pubblicità costa poco e non richiede di convincere nessuno a sottoscrivere niente.

Il pezzo che rende l’operazione diversa dalle altre lo segnala Cord Cutters News: chi guarda è collegato al proprio account PlayStation, quindi non è uno spettatore anonimo. Un pubblico identificato, spesso giovane e difficile da raggiungere con la televisione tradizionale, vale per gli inserzionisti molto più di uno generico. È una macchina per misurare chi guarda cosa, prima ancora che per intrattenere.

La direzione la conosciamo già anche dall’altra parte del recinto: nel luglio 2026 Xbox ha iniziato a testare il cloud gaming gratuito con uno spot prima della sessione. La differenza è che lì la pubblicità serve ad aprire una porta sui giochi, qui apre una porta su un palinsesto. Come nota Kotaku, il servizio richiede comunque di essere connessi e di aver fatto l’accesso, cosa che una televisione gratuita in senso stretto non chiede.

Per chi legge dall’Italia, per ora, la scheda Media resta com’era. Tom’s Guide ha pubblicato l’elenco completo dei canali disponibili al lancio, utile per capire che tipo di catalogo Sony abbia messo insieme prima di portarlo altrove.

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