Un paesaggio di Vana'diel in Final Fantasy 11, l'MMO di Square Enix che allarga la prova gratuita

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La prova gratuita di Final Fantasy 11 perde il limite dei quattordici giorni, ma settembre non è una data

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La prova gratuita di Final Fantasy 11 perde il limite di quattordici giorni e alza il livello massimo da 50 a 75. Lo ha detto il 22 agosto 2026 Yoji Fujito, produttore e direttore del gioco, durante la trasmissione A.M.A.N. Live di Square Enix. Ha però usato una formula che conviene riportare per intero: le due cose dovrebbero arrivare al più presto a settembre.

Perché “settembre” non è una data

Le modifiche sono due e viaggiano su binari separati. L’aumento del livello massimo entra con l’aggiornamento ordinario di settembre, quindi ha una collocazione ragionevolmente certa. La rimozione del limite di tempo, invece, dipende da un intervento di manutenzione sul sistema che gestisce gli account e gli abbonamenti, e quell’intervento è previsto verso la fine del mese.

Il risultato pratico è che le due novità potrebbero non comparire lo stesso giorno, e che settembre resta un obiettivo dichiarato dallo studio, non una data annunciata. Chi si organizza per provarlo farà bene a tenerne conto.

Cosa si potrà fare davvero senza pagare

Tolto il limite di tempo, il recinto resta. Chi gioca con l’account di prova può muoversi soltanto nelle aree del gioco originale: tutte le zone aggiunte dalle espansioni restano chiuse. I mestieri disponibili sono i sei iniziali più altri sei da sbloccare, cioè Paladino, Bestiaro, Cavaliere Oscuro, Bardo, Ranger ed Evocatore.

Ci sono poi i vincoli che riguardano l’economia e i rapporti con gli altri giocatori, ed è lì che si capisce il senso della cosa. Un account di prova può avere al massimo tre personaggi e centomila gil, la valuta del gioco, e resta fuori da scambi, casa d’aste, bazar, trasferimenti fra mondi, da alcune funzioni di chat e da alcune funzioni di gruppo. In un gioco costruito nel 2002 attorno alla dipendenza reciproca fra giocatori, togliere la casa d’aste e gli scambi significa lasciare fuori metà del meccanismo.

Il livello 75, però, non è una concessione simbolica. Per anni è stato il tetto massimo del gioco, prima che gli aggiornamenti successivi lo alzassero: chi arriva lì ha visto la versione di Vana’diel che i giocatori storici hanno abitato più a lungo.

Diciotto anni di tentativi

Square Enix prova ad aprire una porta su questo gioco da parecchio. La prima versione da quattordici giorni risale all’ottobre 2008; è stata ritirata, riproposta nell’ottobre 2011 dopo circa un anno di assenza, e rimessa in piedi nel maggio 2017 alzando il livello massimo da 30 a 50. In mezzo ci sono le campagne ricorrenti che riaprono gratuitamente gli account a chi ha smesso, l’ultima delle quali si è tenuta dal 7 al 17 agosto 2026. L’intenzione di allargare la prova Fujito l’aveva annunciata a maggio, senza indicare tempi.

Il contesto aiuta a capire perché adesso. Final Fantasy 11 ha compiuto ventiquattro anni a maggio 2026, le versioni PlayStation 2 e Xbox 360 sono state spente all’inizio del 2016 e da allora resta in piedi soltanto quella per computer. Nel frattempo l’interesse è tornato a salire grazie al crossover che Final Fantasy XIV gli ha dedicato, riportando in scena luoghi e personaggi di Vana’diel davanti a un pubblico enormemente più ampio.

Il confronto che Square Enix non può vincere

Fujito ha detto apertamente di guardare a quello che fa il fratello minore, e il paragone è impietoso. La prova gratuita di Final Fantasy XIV comprende il gioco base e tre espansioni intere, senza limiti di tempo e con il livello massimo a 80: sono centinaia di ore che si giocano senza pagare niente, ed è diventata una delle campagne promozionali più citate del settore.

Quella di Final Fantasy 11, anche dopo l’aggiornamento, resta il gioco base e nient’altro. La differenza di scala fra i due, come nota PCGamesN, non si colma con questo intervento e probabilmente non si colmerà mai, perché i due giochi sono costruiti in modo diverso e hanno alle spalle bilanci diversi.

Detto questo, per un gioco ad abbonamento del 2002 che campa su una base di affezionati, togliere il cronometro è la mossa più sensata disponibile. Il dubbio semmai è un altro. Un gioco di ruolo online in cui non puoi scambiare oggetti, comprare all’asta né spostarti fra i mondi lo stai facendo provare a metà, e la metà mancante è proprio quella che nel 2002 teneva insieme le comunità. La risposta la daranno le zone di partenza a fine settembre, quando si vedrà se ci arriva davvero qualcuno.

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