Xbox Project Helix, la prossima generazione di console Microsoft annunciata come famiglia di dispositivi

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Xbox: Project Helix non è una console sola, ma una famiglia di dispositivi

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A marzo 2026 Xbox Project Helix era, parole della sua amministratrice delegata, il nome in codice della prossima console. Il 29 agosto, alla gamescom, Asha Sharma ha usato una formula diversa parlando con la BBC: Microsoft starebbe lavorando a una “famiglia di dispositivi”. Non una scatola, diverse scatole, e non ha detto quante né di che tipo.

La frase completa, riportata da Engadget, è che il lavoro è in corso su una nuova generazione e su una famiglia di dispositivi per Helix, con altri dettagli in arrivo. Sharma ha aggiunto due cose già sentite e una nuova. Le già sentite riguardano prestazioni e compatibilità: la prossima generazione continuerà a spingere sulla potenza e permetterà di giocare sia ai titoli console sia a quelli PC. Microsoft lo aveva già confermato insieme all’uso di un chip su misura di AMD, che fornisce i processori sia a Xbox sia a PlayStation. La cosa nuova è il plurale.

Il lettore ottico, la domanda a cui non ha risposto

Nella stessa intervista le è stato chiesto se Helix avrà un lettore di dischi. Non ha risposto, e ha spostato il discorso su efficienza e accessibilità di prezzo. È il punto su cui Microsoft ha più da guadagnare a stare zitta. Sony ha già annunciato che sulla generazione PlayStation 6 i dischi nuovi non ci saranno, il boicottaggio degli utenti PlayStation va avanti da settimane, e una risposta netta di Xbox in un senso o nell’altro si porterebbe via il vantaggio.

Nel frattempo Microsoft ha aperto il programma che converte i dischi in licenze digitali e, secondo la ricostruzione di Jez Corden di Windows Central, la filiera dei componenti per i lettori ottici si starebbe restringendo a prescindere dalle intenzioni di chiunque. Se quella lettura regge, il silenzio di Sharma dipende meno dalla strategia commerciale e più dal fatto che la risposta non è tutta nelle sue mani.

Su Elder Scrolls 6, un complimento e nessun impegno

Sull’esclusività del prossimo Bethesda la posizione è rimasta appesa. Sharma ha detto che ogni piattaforma ha bisogno di qualche forma di contenuto esclusivo, citando Gears of War: E-Day e Clockwork Revolution, e ha precisato che quelle scelte vanno bilanciate con la salute del business. Quando le è stato chiesto in modo diretto se The Elder Scrolls VI resterà su Xbox, ha risposto che è un bel gioco.

La domanda ha una storia recente. Xbox ha passato due anni a portare i propri giochi su PlayStation, poi ha annunciato il ritorno di alcune esclusive, e adesso deve decidere caso per caso se un titolo che vende su tutte le piattaforme convenga tenerlo chiuso in casa. Il fatto che l’unica risposta disponibile alla fiera più grande dell’anno sia un complimento generico dice che la decisione non è presa, o che è presa e non conviene dirla adesso.

Perché “famiglia” è una parola che parla di prezzo

Il plurale non è solo una curiosità di prodotto. Sharma ha detto che tutto il settore deve cominciare a fare innovazione su accessibilità di prezzo ed efficienza. Le è poi stato chiesto se sia Microsoft stessa a contribuire a rendere cara la propria futura console, e ha risposto che l’intelligenza artificiale sta cambiando parecchie cose. È la stessa azienda che compra memoria per i data center e che poi deve infilare quella memoria in una console da vendere sotto i mille dollari.

I numeri di quel problema li ha messi in fila Ampere Analysis: a 1.000 dollari PS6 e Helix venderebbero circa 39 milioni di unità in meno nei primi cinque anni rispetto a un lancio da 700. Una famiglia di dispositivi è il modo più diretto per non avere un solo prezzo. Un modello caro per chi lo compra comunque, uno più economico per tutti gli altri, e nel mezzo l’hardware costruito da terzi con il marchio Xbox sopra, che con la linea di portatili firmata Asus esiste già. Paul Tassi su Forbes nota che di questa ipotesi si parlava da mesi come voce, e che finora nessuno l’aveva detta a nome dell’azienda.

Alla fiera più grande del settore, con uno stand grosso e le prove giocabili di Fable, l’unica dichiarazione di rilievo sull’hardware della prossima generazione è arrivata in un’intervista a un’emittente generalista. Conteneva un aggettivo al plurale e la promessa di dire altro più avanti: nessuna data, nessun prezzo, nessuna configurazione.

Chi aspetta la prossima Xbox ha imparato dal 2020 a leggere questi annunci per sottrazione. Quest’anno la sottrazione dice che il lettore ottico è in dubbio, che il prezzo è un problema aperto e che il gioco più atteso dello studio più prezioso in catalogo non ha ancora una piattaforma dichiarata.

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