Un gruppo di superstiti osserva un esercito nel deserto in Afterworld di Paradox

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Afterworld, Paradox annuncia il suo primo grande strategico post-apocalittico

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Paradox lascia la storia e va nel post-atomico

All’Opening Night Live della gamescom Paradox Interactive ha annunciato Afterworld, un grande strategico ambientato dopo il collasso della civiltà. Lo firma Paradox Development Studio, cioè la squadra di Crusader Kings III e Hearts of Iron IV, ed è la prima ambientazione non storica dello studio da dieci anni a questa parte. Data di uscita non pervenuta; si sa solo che arriverà su PC via Steam.

L’annuncio era stato bruciato dallo stesso editore il giorno prima, quando il nome era comparso sotto la voce dei giochi non annunciati nei filtri pubblici del forum ufficiale.

Una mappa che cambia ogni volta

Si guida una banda di superstiti in un Nord America generato proceduralmente: la geografia di fondo resta riconoscibile, ma risorse, tribù e minacce cambiano a ogni partita. Si comincia dalle cose elementari, cioè cibo, acqua e riparo, si passa a definire leggi ed etica del gruppo e si finisce a contendersi il continente con gli altri imperi in crescita. L’origine della tribù si sceglie: si può partire dai sopravvissuti di un bunker o da fanatici che venerano una dea della polvere.

La trovata che regge tutto è l’albero delle Idee, che sostituisce l’albero tecnologico classico. Non si sceglie cosa ricercare da un elenco: le conoscenze si sbloccano in base a quello che si incontra davvero. Trovi un fiume e impari l’irrigazione, incontri una tribù nuova e scopri la religione organizzata. È il tipo di meccanica che lega la ricerca all’esplorazione invece di tenerle su due binari separati, e in un gioco Paradox non si era ancora vista.

Gli antagonisti si chiamano Ancients: capi immortali che esistevano già prima del collasso e che adesso si giocano il potere usando tecnologia dimenticata. Ci sono convogli e linee di rifornimento da organizzare, e la possibilità di spostare tutta la banda altrove quando la terra si esaurisce, il che significa che l’insediamento di partenza non è detto resti la capitale. Il multiplayer c’è, sia cooperativo sia competitivo.

Il direttore del gioco Dan Lind, in una nota dell’editore, dice che è il primo mondo che lo studio ha costruito da zero dopo molto tempo, e il primo che ha avuto il piacere di distruggere prima ancora che la partita cominci.

Cosa c’è da capire

La domanda vera riguarda la diplomazia, che nei giochi Paradox è metà del divertimento e che in un contesto del genere va reinventata da capo: matrimoni dinastici e trattati commerciali qui non esistono, e cosa li sostituisca non è ancora stato mostrato.

Il resto è tempismo. L’annuncio arriva dopo mesi difficili sul fronte della reputazione, tra espansioni accolte male e l’uso di IA generativa in Stellaris finito in polemica. Una proprietà intellettuale nuova è il modo più netto per cambiare discorso, a patto che il gioco poi ci sia. Per gli altri annunci della serata resta il nostro recap completo dell’Opening Night Live.

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