Il 22 agosto 2026 la pagina di Mewgenics è comparsa sull’Xbox Store. È il roguelike di allevamento di gatti di Edmund McMillen e Tyler Glaiel, cioè il gioco in cui si incrociano generazioni di felini che ereditano mutazioni, maledizioni e disturbi, e li si manda a combattere su griglie tattiche. Finora è uscito solo su PC, dal 10 febbraio 2026. La scheda riporta una data per Xbox Series X e S, l’8 settembre 2026, ed elenca 53 obiettivi già pronti, individuati dal database TrueAchievements.
Il dettaglio che ha fatto alzare le sopracciglia è un altro: l’editore indicato è Nicalis.
Perché quel nome pesa
Nel settembre 2019 Kotaku pubblicò un’inchiesta su Nicalis, l’editore californiano di Cave Story e delle conversioni console di The Binding of Isaac. Quattro sviluppatori esterni e sette ex dipendenti raccontarono di trattative interrotte per mesi senza risposta, pressioni sul personale e comportamenti abusivi del fondatore Tyrone Rodriguez, con estratti di chat interne che contenevano insulti razzisti e omofobi. Nicalis rispose dicendo di non tollerare discriminazioni né ambienti di lavoro abusivi.
McMillen, che lavorava con Nicalis dal 2012 per conversioni e riedizioni, reagì subito. Chiarì che Rodriguez non era mai stato il suo capo ma soltanto l’editore del suo lavoro, e lasciò andare in porto solo l’espansione Repentance, già quasi pronta. Sul resto fu netto: non sarebbe andato avanti con Nicalis né per la conversione di The Legend of Bum-bo né per nessuna versione console di Mewgenics.
Sono parole di sette anni fa che oggi si rileggono in modo diverso, perché il nome sulla scheda Xbox è esattamente quello.
Il rapporto non si era mai chiuso del tutto
Una precisazione serve, perché rende la faccenda meno improvvisa di come sembra. L’impegno del 2019 riguardava le versioni console, e nel febbraio 2022 Nicalis ha comunque pubblicato The Legend of Bum-bo su Epic Games Store e GOG, cioè su PC. Formalmente la promessa regge, ma i due non hanno mai smesso del tutto di fare affari insieme.
C’è però una cosa che rende la comparsa del nome più curiosa, non meno. Su PC Mewgenics è autopubblicato: sulla scheda Steam sviluppatore ed editore sono McMillen e Glaiel in persona. E non hanno un problema di soldi. Il gioco è arrivato in cima alla classifica globale dei più venduti il giorno del lancio, ha recuperato sette anni di budget in tre ore stando a quanto scrisse Glaiel, e ha superato il milione di copie nella prima settimana, battendo il picco di giocatori simultanei di Hades 2.
Chi vende così non ha bisogno di un editore per finanziarsi. Ne ha bisogno per una cosa sola: la certificazione e la distribuzione su console, che è un mestiere separato e noioso, ed è precisamente quello che Nicalis ha sempre fatto per i giochi di McMillen. Il che rende la scheda plausibile e la domanda scomoda nello stesso momento.
Quattordici anni per arrivare qui
Vale la pena ricordare da dove viene questo gioco. Mewgenics fu annunciato nel 2012 da Team Meat come seguito di Super Meat Boy, finì in pausa nell’agosto 2014 e poi in cancellazione. McMillen ne riacquistò i diritti nel gennaio 2018 e ricominciò da zero con Glaiel, riprogettando tutto: il risultato del 2026 è un gioco di ruolo tattico che con il progetto originale condivide poco più dei gatti. Fra l’annuncio e l’uscita sono passati quattordici anni.
Non è arrivato niente né da Microsoft né da McMillen, e le schede comparse in anticipo sugli store vengono rimosse di continuo senza che il gioco sia davvero vicino. Ma l’Opening Night Live di gamescom si tiene stasera, 25 agosto, ed è la vetrina che l’industria usa per questo tipo di annunci. Seguiamo il gioco dall’aggiornamento 1.1 di maggio: se da Colonia arriva la conferma, sapremo anche se quella frase del 2019 vale ancora.


