Double Fine ha confermato il 21 agosto di aver riottenuto i diritti di pubblicazione e la proprietà intellettuale di tutti i giochi realizzati sotto Microsoft, secondo quanto riportato da Video Games Chronicle. Lo studio di Tim Schafer segue lo stesso percorso già intrapreso da Compulsion Games, uscita da Xbox nella stessa ondata di ristrutturazione.
“Comprare i nostri giochi aiuta lo studio”
Microsoft aveva acquisito Double Fine nel 2019: sotto la sua etichetta lo studio ha sviluppato Psychonauts 2, Keeper e Kiln. Schafer ha confermato a Kinda Funny Games che quei diritti, compresa la proprietà intellettuale (IP), sono tornati interamente allo studio: “L’IP è tornata a noi, e abbiamo riavuto i diritti di pubblicazione dei nostri giochi. Su alcuni store compare ancora il nome Microsoft solo perché ci vuole tempo per aggiornare i database. Quando le persone comprano i nostri giochi, sostengono lo studio”. Lo split fa parte della più ampia ristrutturazione Xbox del 6 luglio, quella che aveva tagliato circa 3.200 posti e coinvolto cinque studi. Oltre a Compulsion e Double Fine, tornate indipendenti, Ninja Theory e Undead Labs sono state cedute, mentre Arkane è rimasta in consultazione, la procedura con cui in Europa si apre formalmente il confronto con i dipendenti prima di decidere esuberi o chiusure.
La libertà riconquistata ha avuto un costo diretto per lo studio: Double Fine ha licenziato 23 persone nelle settimane successive alla separazione, secondo quanto riportato dalla stessa Video Games Chronicle (VGC).
Il ritorno di Amnesia Fortnight
Per finanziare la nuova fase, Double Fine torna a Kickstarter con Amnesia Fortnight 2026: Indie Reboot, la campagna che parte il 31 agosto e corre per gran parte di settembre. È il game jam interno che lo studio pratica dalla lavorazione di Brütal Legend, un formato che secondo GamesRadar+ ha già dato vita nel tempo a Costume Quest, Stacking e lo stesso Kiln. Questa volta, come riporta ComicBook.com, saranno i backer a votare quali idee diventano quattro prototipi e quale dei quattro diventa un gioco vero, con l’intero processo filmato in un documentario da 2 Player Productions.
La stessa fonte riporta un altro effetto pratico del riacquisto dei diritti. Double Fine abbasserà in modo permanente il prezzo di alcuni dei suoi giochi, a partire da Kiln e Keeper, ora che le vendite finanziano direttamente lo studio invece che la casa madre.
Un jam che costa poco e frutta parecchio
Schafer non ha nascosto la logica di cassa dietro l’operazione: “Abbiamo un minimo di runway dopo la separazione per firmare qualche gioco. È un momento un po’ spaventoso per essere là fuori. Ma è una pista di decollo, non un’autostrada, e vogliamo allungarla un po’”. Un game jam pagato dai backer costa allo studio quasi nulla da organizzare. Lascia però in mano una scaletta di prototipi da proporre in seguito: la stessa identica logica, come abbiamo scritto, che ha già portato Compulsion a tornare a pubblicare in autonomia.


