Le console in edizione celebrativa esistono per una ragione sola: convincerti a ricomprare a prezzo pieno una macchina che hai già in salotto, verniciata di un altro colore. È un genere di prodotto che sopporto come sopporto le espansioni da tavolo che aggiungono due segnalini e quaranta euro. Stavolta però Sony è riuscita a superarsi, perché la console celebrativa di Marvel’s Wolverine non è in grado di leggere il disco di Marvel’s Wolverine.
Ricapitoliamo, perché il pezzo è pieno di parti mobili. Marvel’s Wolverine è l’action in terza persona di Insomniac Games, lo studio della serie Marvel’s Spider-Man, pubblicato da Sony Interactive Entertainment: esce il 15 settembre 2026 solo su PS5, come ricorda la scheda PlayStation. Il 19 agosto sono partiti i preordini del bundle celebrativo, e in Italia lo si può prenotare dalle dieci del mattino.
Una console che non legge il gioco che la decora
Il bundle Battle Yellow costa 649,99 dollari e contiene una PS5 Digital Edition, cioè il modello senza lettore ottico, più un DualSense giallo e un codice per scaricare il gioco. Non esiste una versione del bundle con il lettore: chi vuole quella console in quel colore compra una macchina che il disco non lo può nemmeno accettare. Le cover celebrative vendute a parte, invece, coprono anche le PS5 col lettore, dettaglio che GamesRadar ha notato con la faccia di chi ha già capito tutto.
Il bello arriva ora. Pochi giorni prima, alle anteprime per la stampa, la senior project director Jess Reiner-Reed ha detto a Eurogamer che il disco di Marvel’s Wolverine conterrà il gioco intero. Si infila nella console e parte, senza patch obbligatoria del primo giorno. Nel 2026 questa è una notizia, e il fatto che lo sia dice già abbastanza. Sony smette di produrre dischi da gennaio 2028, quindi Wolverine sarà uno degli ultimi titoli PlayStation a comportarsi come si comportavano tutti quando compravo i giochi in un negozio con la moquette.
Quindi il gioco è l’ultimo campione del disco, e la console che lo celebra è quella che il disco lo ha già abolito.
Non serve dietrologia per spiegarlo, basta guardare il catalogo hardware: le edizioni limitate Sony le fa da tempo sul modello Digital Edition, che costa meno da produrre e spinge meglio i download. Il risultato però resta quello di un ufficio marketing che non parla con l’altro ufficio marketing.
Intanto il regista dice che va tutto bene
Il contorno è la valanga di sfottò partita dopo le anteprime del 13 agosto, che abbiamo già raccontato quando il capo community di Insomniac se l’è presa con l’algoritmo di X. Le contestazioni sono sempre le stesse tre. La linearità. Lo scontro con la Sentinella, il robot cacciamutanti dei fumetti, che a molti è sembrato un boss di quindici anni fa. E la scia rossa che segnala l’odore della preda durante un inseguimento, letta come una freccia luminosa travestita da superpotere.
Il game director Mike Daly ha risposto a TheGamer che a Insomniac sono abituati alle critiche e che averle è quasi un buon segno, perché vuol dire che al pubblico il personaggio interessa. Aggiunge che dorme sereno anche perché alcune delle cose contestate, la linearità per prima, non erano un obiettivo mancato: erano una scelta dichiarata da anni. Su questo ha ragione, e glielo concedo volentieri, perché metà dell’indignazione online riguarda un open world che nessuno aveva mai promesso.
Insomniac sta prendendo schiaffi per conto terzi da mesi. A luglio i preordini del gioco erano finiti dentro il boicottaggio contro Sony per la fine dei dischi, e lo studio non c’entrava niente. Ora tocca al bundle, che Insomniac non ha progettato e che non ha nemmeno il lettore per far girare il disco su cui lo studio si è impegnato a mettere il gioco per intero.
Il verdetto: Il gioco esce il 15 settembre e probabilmente sarà buono, perché Insomniac di solito consegna. Il guaio è la scatola gialla da 649,99 dollari: ti porti a casa la macchina che rende inutile l’unica promessa buona che il gioco aveva fatto.


