Magneto, Green Goblin, And Carnage Join Marvel Tōkon: Fighting Souls

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Marvel Tokon craccato gira meglio di quello comprato: la colpa è della protezione Theia

Tempo di lettura: 2 minuti

La versione piratata di Marvel Tōkon: Fighting Souls gira meglio di quella che si compra. Lo dicono i confronti pubblicati il 18 agosto da diversi giocatori, dopo la comparsa in rete di una copia con la protezione anticopia rimossa. Il gioco in questione ha passato le prime due settimane su Steam sommerso di recensioni negative proprio per le prestazioni su PC.

I numeri del confronto

Un utente ResetEra ha misurato le due versioni sulla stessa macchina, con un confronto ripreso da TwistedVoxel. Nella copia protetta l’occupazione del processore stava intorno all’84 per cento a 69 gradi; in quella senza protezione scendeva a circa il 36 per cento a 53 gradi. La scheda video passava dall’87 al 38 per cento. Un altro utente ha pubblicato una misurazione simile su una configurazione più vecchia, e riferisce di poter tenere i 60 fotogrammi al secondo con le impostazioni al massimo senza precaricare gli shader.

La causa tecnica indicata è la protezione Theia, che secondo la ricostruzione di Kotaku decifra il gioco mentre gira, a blocchi da 64 kilobyte e su un solo core del processore. In un picchiaduro competitivo il costo non è estetico: i fotogrammi persi si traducono in millisecondi di reazione, che è la materia prima del genere.

Due settimane di prestazioni contestate

Il gioco di Arc System Works e Sony Interactive Entertainment è uscito il 6 agosto. Nei primi giorni il 55 per cento delle recensioni Steam era negativo, con segnalazioni di cali di frame rate, avvii bloccati e macchine Linux ferme alla schermata iniziale, oltre all’obbligo di collegare un account PlayStation Network. Tre giorni dopo il lancio i giocatori simultanei si erano dimezzati. Arc System Works ha pubblicato una patch che ha migliorato la situazione per una parte dell’utenza, ma il divario con la copia senza protezione resta quello misurato sopra.

Cosa dice questa vicenda sul software anticopia

La protezione ha due compiti dichiarati: impedire la copia e impedire i trucchi online. Sul primo il risultato è misurabile: la copia è comparsa in meno di due settimane. Sullo stesso gioco i dati interni erano già stati letti a sufficienza per estrarre i nomi dei personaggi aggiuntivi non ancora annunciati.

Resta il secondo compito, e nessuno sostiene che l’antitrucco in un gioco competitivo online sia superfluo. Il punto è chi ne paga il costo. Quel costo, in questo caso, è finito per intero sulla macchina di chi ha speso 60 euro, mentre chi non ha pagato niente ha il gioco che funziona come dovrebbe. È una vecchia storia del PC, ma raramente è stata così facile da fotografare con due numeri affiancati, e in un prodotto pubblicato da Sony vale la pena chiedersi quante persone la useranno come argomento.

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