Dance of Theseus: il deckbuilder che riscrive il concetto di chirurgia plastica
Mescolate l’estetica di un film di Tim Burton con le meccaniche additive di Balatro e aggiungete una spruzzata di simulatore di vita: il risultato è Dance of Theseus, un progetto decisamente fuori dagli schemi firmato dai ragazzi di Citreat Studio e recentemente provato dai colleghi di Rock Paper Shotgun. In questa avventura non ci si limita a cambiare d’abito, ma si innestano letteralmente nuove teste, braccia e gambe recuperate da carcasse marine o teschi cornuti, il tutto per scalare le vette dell’alta moda mostruosa.
La protagonista, Thea, è una giovane chirurga plastica che precipita in un regno popolato da creature da incubo, perdendo un braccio durante la caduta. Invece di cedere al panico o morire per dissanguamento, Thea sfrutta il suo ego smisurato e le sue competenze mediche per riattaccarsi un arto di fortuna e partecipare a un concorso di moda. Accompagnata da Winks, una creatura farfalla considerata la meno “trendy” del villaggio, la nostra chirurga inizia una scalata al successo sociale basata sulla capacità di terrorizzare i giudici con la propria mostruosità.
Le sfilate funzionano come una via di mezzo tra un rompicapo narrativo e un deckbuilder. Prima di ogni round, è necessario spendere Stamina per carpire i gusti dei giudici: alcuni preferiranno “il colore del mistero”, altri vorranno vedere tentacoli di polpo in passerella. A quel punto si entra nel vivo della personalizzazione, spendendo punti Sanità per cucirsi addosso un corpo adeguato, scegliendo tra diverse texture (come carne viva o ossa esposte) per assecondare il tema richiesto. Nonostante la barra della Sanità, il tono resta colorato e brioso, lontano dalle atmosfere opprimenti di Darkest Dungeon.
Una volta in passerella, il punteggio dipende dalle “mosse di danza”, ovvero carte che permettono di manipolare le parti del corpo appena montate. Un valzer può cambiare l’ordine delle appendici per creare combo cromatiche, mentre altre carte trasformano un braccio peloso da yeti in una più elegante zampa di mantide religiosa. Non mancano i duelli diretti con altri modelli, dove è possibile giocare sporco: calpestare la coda di scorpione di un rivale con il proprio zoccolo di capra è una tattica perfettamente valida per sabotare il loro punteggio.
Tra una sfilata e l’altra, il gioco assume i connotati di un simulatore di vita. Thea può esplorare il villaggio mostruoso, pescare per recuperare stamina o visitare un vulcano locale per ritrovare la sanità mentale. C’è spazio anche per le spedizioni a turni su griglia per raccogliere materiali rari e persino per il romanticismo. Il sistema di affinità permette di legare con personaggi come Supay, un demone che non lascia nulla all’immaginazione (letteralmente, i suoi reni sono a vista), il quale dimostra il suo affetto inviando regali romantici come teste mozzate.
L’idea di bellezza in questo mondo è capovolta: pelle liscia e simmetria sono difetti da correggere. La vera estetica risiede nella capacità di incutere terrore. La personalizzazione diventa quindi un atto di auto-affermazione grottesca, dove l’essere umani è solo un’illusione ottica da smantellare pezzo dopo pezzo. Il titolo non ha ancora una data d’uscita definitiva, ma è possibile consultare i dettagli sulla pagina Steam ufficiale.
Ci sembra una ventata di aria fresca in un genere, quello dei deckbuilder, che troppo spesso si adagia su atmosfere fantasy classiche o sci-fi asettiche. La scelta di legare la costruzione del mazzo a una mutazione fisica visibile e grottesca è brillante: non stiamo solo giocando delle carte, stiamo letteralmente montando il nostro avatar pezzo per pezzo. Non ci convince ancora del tutto il bilanciamento tra la parte gestionale e le sfilate, ma scommettiamo che la natura bizzarra e ironica del progetto saprà conquistare chi cerca qualcosa di profondamente diverso dal solito. Se la bellezza è negli occhi di chi guarda, in Dance of Theseus quegli occhi potrebbero essere sparsi su tutto il corpo.


