Il mercato indie ha trovato il trucco più economico di sempre per farci aprire il portafoglio: prendere qualcosa che adoravamo vent’anni fa, rimetterci sopra un motore grafico decente e chiamarla ispirazione invece che rifacimento. Tra l’11 e il 14 agosto arrivano sette uscite che raccontano bene questa spaccatura: da una parte chi rimastica con dignità i classici che il mercato ha smesso di produrre, dall’altra chi prova davvero a incrociare generi che prima non si erano mai parlati.
Il museo delle cose che amavamo
Duskfade esce giovedì 13 agosto su PC, PS5, Xbox Series X|S e Switch 2, sviluppato dallo studio spagnolo Weird Beluga (lo stesso di Clid the Snail) e pubblicato da Fireshine Games. È un platform d’azione in terza persona con l’estetica di un mondo clockpunk, protagonista Zirian, che deve salvare la sorella intrappolata in una Torre dell’Orologio e restituire il tempo a un mondo bloccato in una notte eterna. GameSpot lo aveva già incoronato come il successore spirituale di Jak and Daxter che aspettavamo da anni, e la demo su Steam gira da mesi con recensioni molto positive: per una volta l’hype sembra meritato, non gonfiato da un trailer di trenta secondi.
Lo stesso giorno atterra anche Wild Blue Skies, sviluppato dallo studio di Kyoto Chuhai Labs insieme a VITEI Backroom e pubblicato da Balor Games. È uno sparatutto su rotaia dichiaratamente debitore di Star Fox, al punto da avere tra i fondatori Giles Goddard, uno dei programmatori dell’originale Nintendo 64. Arriva su PC, PS5 e Xbox Series X|S a 14,99 dollari, sette settimane dopo che il vero remake di Star Fox 64 ha debuttato su Switch 2: due omaggi allo stesso genere a distanza di poche settimane, e solo uno dei due ha il permesso di chiamarsi così.
Chi voleva GoldenEye 007 senza aspettare Rare ha già potuto scaricarlo martedì 11 agosto: Agent 64: Spies Never Die, cinque anni e mezzo di lavoro del developer solista francese Replicant D6, che fa anche da publisher di se stesso. Ne avevamo già raccontato la data d’uscita a metà luglio, quando c’era solo una demo gratuita su Steam.
Ora il gioco è fuori per davvero, con 14 missioni, split screen locale e lobby online fino a otto giocatori, e le prime duecento recensioni Steam lo danno molto positivo al 90%. Chi ha aspettato più di vent’anni un sequel morale a GoldenEye ora ha una risposta, anche se non porta il nome di Rare.
Chi prova a inventare qualcosa di suo
Lootbound chiude la settimana venerdì 14 agosto su PC, Xbox Series X|S e Switch, sviluppato da ArtDock e pubblicato da Dreland Enterprises. È un roguelite tattico a turni che innesta la gestione del loot su uno scheletro alla Slay the Spire 2, con più venature D&D: si assembla la squadra strada facendo, si sceglie il percorso tra gli incontri, e ogni tipo di danno interagisce diversamente con armatura e resistenza dei nemici. Non reinventa la ruota del roguelite tattico, ma almeno la monta su un carro diverso: su Steam il community hub sfiora già i 10.000 membri.
Poi c’è Project Looking Glass, uscito martedì 11 agosto su Steam, scritto, programmato e pubblicato dal solo MORPH. È un horror psicologico in prima persona ambientato nel 1963, dentro un programma governativo che proietta la coscienza di Subject 7, una madre in lutto, in un piano astrale attraverso un monitor a tubo catodico. Zero sparatorie, solo static, glitch VHS e una narrazione non lineare che si ricostruisce raccogliendo nastri e memo: è il tipo di gioco che vive o muore sulla capacità di reggere l’atmosfera per più di un’ora, cosa che uno sviluppatore solo raramente riesce a garantire senza inciampare.
Cult of PiN è invece già uscito lunedì 10 agosto, sviluppato in autonomia dallo scozzese KennyMakesGames, disponibile su Steam per PC, Mac e Linux con supporto nativo Steam Deck. È un roguelite a base di flipper: si sbriciolano paraurti su tavoli 3D disegnati a mano, si scelgono oltre cento potenziamenti tra una run e l’altra e si affrontano boss che deformano la gravità della pallina. Detta così suona come l’ennesimo incrocio forzato tra due generi che non si erano mai chiesti di stare insieme, ma la demo ha già superato i 120.000 giocatori prima del lancio, quindi qualcuno ci crede più di quanto ci creda io.
Chiude il quadro Pro Jank Footy, uscito proprio oggi, mercoledì 12 agosto, su PC, PS5, Xbox Series X|S e Switch (compresa Switch 2), sviluppato dagli studi australiani Powerbomb Games e Tinker Town e pubblicato da Umbrella Gaming. È un arcade dell’Australian Rules Football in cui ogni goal segnato regala all’avversario un potenziamento demenziale tra oltre 150 disponibili, con la voce di Broden Kelly di Aunty Donna a commentare ogni sciocchezza. Su Steam è l’unico dei sette titoli che non finge di essere serio nemmeno per un secondo, ed è probabilmente la scelta più onesta di tutta la settimana.
Il verdetto: Tra rimasterizzazioni emotive e rotaie di stagno, quello che merita davvero un salvataggio automatico è il flipper maledetto e la palla ovale che si comporta come se le regole non fossero mai state scritte: a volte l’unico modo per essere originali è smettere di provarci con dignità.
