Un televisore a tubo catodico spedito dall’Illinois verso l’Australia è stato fermato alla dogana e distrutto. La ricevuta parla di merce “liquidata”, e la fotografia del tracciamento è finita sul profilo di techknight, appassionato di elettronica vintage, il 6 agosto 2026. Da lì è partito l’allarme tra collezionisti di hardware storico e giocatori retro, preoccupati che la nuova stretta statunitense sui rifiuti elettronici trasformi ogni spedizione in una scommessa.
Cosa prevede l’ordine e perché tocca i CRT
Il 30 luglio 2026 Donald Trump ha firmato una determinazione presidenziale che, appoggiandosi al Defense Production Act del 1950, dà al Dipartimento del Commercio il potere di bloccare l’export di scarti contenenti minerali critici. L’elenco citato dalle fonti della Casa Bianca comprende batterie al litio esauste, magneti permanenti a fine vita, la black mass ricavata dalle batterie triturate e i rottami di tungsteno.
Il testo, da solo, non vieta niente: delega al Commercio la scrittura delle regole, e quelle regole non sono ancora state pubblicate. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dalla Cina, che processa la maggior parte dei minerali strategici, e tenere in casa un flusso consistente: secondo i dati citati da Reuters gli Stati Uniti esportano quasi 33.000 tonnellate di rifiuti elettronici al mese.
I televisori a tubo catodico in quell’elenco non compaiono. Il timore dei collezionisti è che le categorie doganali finiscano per non distinguere tra una cassa di cavi da buttare e un monitor CRT, che nel frattempo è diventato un pezzo ricercato: i tubi catodici restano tra i modi migliori per far girare le console fino alla generazione PlayStation 2 senza il ritardo di visualizzazione degli schermi moderni, e chi li compra li paga di conseguenza.
Il precedente è di marzo
Nella discussione vanno tenute due distinzioni che nel passaparola si sono perse subito. La prima: il provvedimento riguarda la merce che esce dagli Stati Uniti, non quella che entra, e il messaggio che ha fatto partire l’allarme sosteneva anche il contrario. La seconda: siccome nessuna regola attuativa è ancora uscita, collegare il televisore distrutto a questa firma resta un’ipotesi dei collezionisti, non un fatto accertato. Le dogane possono fermare e distruggere merce per ragioni che con i minerali critici non c’entrano.
Il timore di fondo, però, non nasce dal nulla. Nel marzo 2026 una delle copie più rare della storia del medium, il floppy della Tsukihime Trial Edition di Type-Moon, era stato distrutto dalla dogana statunitense mentre viaggiava verso l’acquirente. Sempre il 6 agosto, lo youtuber e storico dell’animazione giapponese Kenny Lauderdale ha scritto che la cosa non si fermerà ai tubi catodici, immaginando l’ultima copia superstite di un anime in VHS classificata come rifiuto elettronico e trattata di conseguenza.
La sostanza, come ricostruisce Kotaku, è che una politica industriale pensata per le terre rare rischia di arrivare addosso a un mercato dell’usato che negli ultimi anni è cresciuto proprio perché il nuovo si compra sempre meno e si possiede sempre meno. Chi si è messo in casa uno scaffale di DVD, cartucce e schermi pesanti lo ha fatto per non dipendere dal server di qualcun altro, ed è esattamente il tipo di collezione che teme di finire nel tritatutto in nome della sicurezza mineraria. Sul fronte opposto qualcosa si muove, con iniziative come il programma di preservazione di GOG, ma il software si copia e un tubo catodico no.


