Benvenuti a bordo di Night Plane: orrore ad alta quota in stile PS1
Il filone degli “horror job simulator” continua a espandersi verso nuove, inquietanti direzioni, come riportato da Rock Paper Shotgun. Questa volta l’incubo non si consuma tra gli scaffali di un supermercato, ma all’interno di una carlinga pressurizzata a diecimila metri d’altezza. Night Plane, sviluppato da Liquid Static Studio e Snapping Turtle, ci mette nei panni di un assistente di volo nell’anno 1999, con un’estetica rétro che richiama i poligoni spigolosi della prima era PlayStation.
Il lavoro comincia a terra, accogliendo a bordo passeggeri dai volti sinistri e dai movimenti legnosi. Il manuale parla chiaro: bisogna controllare i biglietti, servire rinfreschi, sistemare i bagagli nelle cappelliere e assicurarsi che tutto proceda secondo le norme. Il problema sorge quando tra i viaggiatori si nasconde qualcosa che ha ben poco di umano. Oltre alla gestione della normale routine e delle turbolenze, bisogna tenere gli occhi aperti per scovare anomalie e presenze che avrebbero dovuto restare fuori dal portellone.
Non è solo una questione di passeggeri molesti o cibo scadente. Durante la trasvolata notturna, entità deformi come inquietanti uomini-capra potrebbero decidere di farsi una passeggiata sulle ali dell’aereo, ignorando bellamente ogni istruzione di sicurezza ricevuta prima del decollo. I viaggiatori potrebbero aver bisogno di assistenza non solo all’interno della cabina, ma anche all’esterno o in luoghi che sfuggono completamente a quanto appreso durante l’addestramento. La pagina Steam del gioco, che già pubblicizza un playtest, avverte esplicitamente che le situazioni da affrontare andranno ben oltre il normale protocollo.
Il fascino dei “liminal spaces” trova negli aeroporti e negli areoplani un terreno fertilissimo, trasformando un ambiente asettico e controllato in una trappola claustrofobica. Night Plane gioca proprio su questa tensione: l’idea che, una volta staccate le ruote da terra, si entri in un regno dove le regole della realtà possono piegarsi in modi grotteschi. Sebbene il titolo punti con decisione sui jumpscare legati a glitch grafici e apparizioni improvvise, c’è un sottotesto interessante legato alla sorveglianza e al monitoraggio dei comportamenti sospetti in volo.
L’operazione nostalgia verso l’estetica PS1 sta diventando un marchio di fabbrica per le produzioni horror indipendenti, e l’ambientazione aeronautica ci sembra una scelta azzeccata per sfruttare quel senso di isolamento che solo un volo notturno sa regalare. Certo, il rischio saturazione per questo genere di titoli è dietro l’angolo, ma la combinazione tra simulazione lavorativa e orrore sovrannaturale ad alta quota ha un suo macabro carisma. Scommettiamo che, dopo aver servito il caffè a un demone mentre l’aereo balla tra le nuvole, guarderete il vostro prossimo volo low cost con occhi decisamente diversi.


