Thick as Thieves: OtherSide Entertainment al capolinea, ma il gioco non morirà
L’avventura di Thick as Thieves si avvia verso una conclusione amara, segnata dal ridimensionamento drastico di OtherSide Entertainment che ha portato al licenziamento della maggior parte del personale. Come riportato da Rock Paper Shotgun, lo studio ha confermato che non verranno rilasciati ulteriori aggiornamenti per il titolo, lasciando a un manipolo di superstiti il compito di gestire l’eredità tecnica del progetto. Nonostante la batosta, c’è un colpo di coda che va in controtendenza rispetto ai trend dell’industria: il gioco non diventerà un fermacarte digitale e rimarrà fruibile a tempo indeterminato.
Addio ai server dedicati, arriva il Peer-to-Peer
Il destino della produzione, un simulatore immersivo che ha cambiato pelle più volte durante lo sviluppo passando da una struttura PvPvE a una puramente cooperativa o solitaria, era appeso al filo sottile dei costi di mantenimento dell’infrastruttura. “Lavorare nell’industria dei videogiochi è a volte delizioso e altre volte straziante”, hanno ammesso gli sviluppatori. “Dobbiamo affrontare la realtà: lo sviluppo continuo di contenuti extra, modalità e sistemi non è una strada percorribile”. La sopravvivenza del titolo passerà quindi per una patch specifica, attualmente in lavorazione in collaborazione con il publisher Megabit.
L’obiettivo è slegare 厚 as Thieves dalla dipendenza dai server cloud. La nuova versione del software implementerà una struttura Peer to Peer per la gestione delle partite in cooperativa. Questo significa che i giocatori potranno continuare a infiltrarsi e rubare tesori insieme agli amici senza che lo studio debba pagare bollette astronomiche per server dedicati che, col tempo, verrebbero inevitabilmente spenti. L’esperienza di gioco rimarrà identica, e la modalità in singolo non subirà alcun contraccolpo tecnico.
La gestione dei bug passa al publisher
Una volta che il passaggio al P2P sarà completato, OtherSide Entertainment uscirà definitivamente di scena. La responsabilità di correggere eventuali bug residui o problemi tecnici che dovessero presentarsi in futuro passerà interamente nelle mani di Megabit. È una mossa di preservazione che suona quasi miracolosa in un mercato dove anche produzioni milionarie spariscono nel nulla nel giro di pochi mesi se non raggiungono i target di profitto sperati.
Il senso di una sconfitta dignitosa
Ci troviamo davanti a una situazione che definire agrodolce è un eufemismo, ma che ci restituisce un briciolo di fiducia nel rispetto verso l’utente finale. Mentre i giganti del settore chiudono i rubinetti e cancellano interi titoli dalle librerie digitali senza troppi complimenti, OtherSide sceglie di investire le ultime energie per garantire che il software acquistato resti di proprietà di chi ha pagato. Ci sembra la dimostrazione che, anche nel fallimento commerciale, si possa mantenere una dignità professionale rara. Nonostante Thick as Thieves non sia riuscito a graffiare il mercato, scommettiamo che questo precedente di “fine vita” gestito con onestà verrà ricordato dai giocatori più della qualità del gioco stesso.

