Thick As Thieves: Un nuovo capitolo nell’arte del furto tra magia e tecnologia
La redazione di PCGamesN ha avuto modo di esplorare le prime fasi di Thick As Thieves, il nuovo titolo di OtherSide Entertainment che promette un’immersione nel mondo dei maestri del furto, arricchito da un peculiare mix di magia e tecnologia steampunk. L’esperienza inizia con un assaggio delle meccaniche di gioco, catapultando il giocatore nella sontuosa ma pericolosa Elway Manor, un vero e proprio parco giochi per un ladro esperto, disseminato di passaggi segreti e tesori scintillanti, ma anche di una sicurezza all’avanguardia.
Il gioco si svolge in una versione alternativa della città scozzese di Kilcairn, nei primi anni del ‘900, un’epoca in cui la magia coesiste con la tecnologia edwardiana. La presenza di Paul Neurath e Warren Spector, figure di spicco di OtherSide Entertainment con un passato nella rinomata serie Thief, si percepisce chiaramente nella definizione del mondo di gioco. Kilcairn si presenta più vibrante rispetto ai precedenti lavori del duo, con un’atmosfera che richiama quella di Deadlock di Valve, un accostamento che la redazione di PCGamesN apprezza profondamente.
Il giocatore veste i panni di un aspirante membro della misteriosa Gilda dei Ladri di Kilcairn, desideroso di farsi un nome. La prima notte sul campo offre subito un’opportunità cruciale: il ritrovamento del Diamante Vistara, un artefatto che attira l’attenzione della gilda. Man mano che si approfondisce la conoscenza di questo minerale mistico, emerge un quadro più complesso di quanto un semplice gioco del gatto e del topo tra ladri e poliziotti possa suggerire.

Un mondo di pericoli e ingegni
L’ambiente di Kilcairn, con la sua fusione di magia e robustezza industriale, presenta sfide considerevoli per chi intende affermarsi come ladro. Le due mappe di lancio, l’ Elaborata Elway Manor, ricca di segreti, e il robusto Distretto del Distretto dei Costabili, sono equipaggiate con torrette robotiche, occhi simil-sauronici che scrutano i dintorni e una varietà di trappole che richiedono la massima attenzione. A ciò si aggiunge la presenza della polizia locale, inclusi gli “Hauntstables” spettrali, sempre pronti a eliminare intrusi indesiderati.
La configurazione delle misure di sicurezza non è statica. Un sensore a pressione che non era presente in uno dei 16 contratti di storia completati potrebbe apparire in un altro, cogliendo il giocatore di sorpresa. La difficoltà del gioco, selezionabile tra tre livelli, aumenta progressivamente la complessità delle insidie e del dispiegamento di risorse nemiche, garantendo una buona rigiocabilità. Gli obiettivi secondari, inoltre, si modificano leggermente ad ogni partita, incoraggiando un approccio sempre nuovo. L’autore ha inizialmente trovato il gioco facile, ma ha poi sperimentato con un modificatore di difficoltà più elevato, commettendo l’errore di sottovalutare la curva di apprendimento e di non utilizzare adeguatamente le meccaniche stealth e gli strumenti appropriati, ritrovandosi infine catturato.
Thick As Thieves dimostra un’ottima comprensione delle dinamiche dei giochi stealth. L’ambiente di gioco stimola costantemente l’attenzione del giocatore: la luce e l’ombra, il travestimento, la camminata furtiva rispetto alla corsa. Ci sono tocchi di classe, come la possibilità di muoversi silenziosamente sui tappeti o di usare il rumore per attirare l’attenzione dei nemici e distrarli dalla loro posizione. Tuttavia, l’autore ritiene che l’intelligenza artificiale dei nemici potrebbe essere più sofisticata; ad esempio, i costabili che si riprendono dopo essere stati storditi mostrano una reazione un po’ troppo semplicistica, lasciando un margine di miglioramento per quanto riguarda le conseguenze delle azioni offensive.
Progressivamente, il giocatore sblocca diverse opzioni di equipaggiamento. Di default, il Diamante Vistara permette di individuare minacce nascoste e monitorare i pattugliamenti delle guardie da una distanza di sicurezza. La sua utilità è bilanciata dalla capacità degli Hauntstables di attraversare i muri. L’autore lo descrive come il suo “prezioso”, fondamentale per la sopravvivenza, ma sottolinea che la visione a raggi X da sola non basta per diventare un maestro del furto.
Gadget, abilità e modalità cooperative
Il Mercato Nero, accessibile dal nascondiglio tramite il registro dei contratti, offre una vasta gamma di gadget per rubare oggetti preziosi. Tra le opzioni disponibili figurano bombe fumogene per fughe rapide, fate borseggiatrici per disattivare luci o rubare chiavi dai guardiani ignari, e la “Fata dell’Insulto”, un’originale trovata che genera un acceso monologo in dialetto scozzese per attirare l’attenzione. Infine, lo “Slither Sap” è un liquido che intasa i droidi di sorveglianza, creando superfici scivolose che metteranno a dura prova i costabili. Sebbene non sia una selezione estremamente innovativa, l’implementazione di questi gadget è ritenuta ben realizzata.
I due ladri giocabili dispongono di abilità uniche. Il Ragno utilizza un rampino riutilizzabile, ideale per scalare rapidamente edifici senza affrontare le trappole interne, sebbene il suo utilizzo possa risultare a volte un po’ macchinoso, richiedendo di mirare leggermente sotto la sporgenza desiderata. La Maschera dell’Incanto del Camaleonte, invece, permette di assumere le sembianze delle guardie, facilitando l’infiltrazione. Tuttavia, i sensori e i droidi non cadono in questo tranello, e correre o sostare nel campo visivo di una guardia riduce la durata dell’effetto, limitando l’eccessiva audacia.

Originariamente concepito come un’esperienza multigiocatore PvPvE, dove i giocatori avrebbero dovuto competere online per il bottino più ambito, Thick As Thieves ha visto la rimozione dell’elemento PvP ad aprile. La redazione di PCGamesN non si sorprende di questa scelta, dato che la gestione di giochi “live service” richiede ingenti risorse e una base di giocatori attiva e dedicata per mantenere le code piene.
La modalità cooperativa attuale è piuttosto rilassata e permette a due giocatori di affrontare le mappe insieme. Questa sinergia apre a interessanti combinazioni, con i giocatori che possono collaborare per attirare i nemici nelle loro trappole. L’autore racconta di momenti caotici e divertenti durante la sua prova con un amico, esattamente il tipo di “emergent gameplay” che OtherSide si propone di offrire. La cooperativa è consigliata soprattutto alle difficoltà più elevate, poiché la presenza di due giocatori può rendere eccessivamente semplici le modalità più accessibili.
Dopo circa dieci ore di gioco, dedicategli al completamento dei contratti iniziali, all’esplorazione della modalità multiplayer e a diverse partite ripetute nella difficoltà “Master Thief”, l’autore ritiene di aver esaurito il contenuto offerto al momento da Thick As Thieves. I contratti principali prevedono continui spostamenti tra la villa e il distretto, un aspetto che può diventare monotono dopo un po’, sebbene offra un utile allenamento per memorizzare le planimetrie prima di affrontare le sfide più ardue.
Sebbene il capitolo iniziale possa risultare un po’ lungo e le ore centrali rappresentino il suo punto di forza, l’autore apprezza la progressione fluida delle abilità. La maggior parte degli strumenti e l’abilità del Camaleonte vengono sbloccati solo verso la metà della storia, permettendo ai giocatori di sperimentare con approcci più elaborati. Tuttavia, il titolo non riesce ancora a catturare l’interesse con la stessa intensità di giochi come Hades 2 o Slay The Spire 2, con quel senso di “ancora una partita” che tende a svanire rapidamente.
Naturalmente, questo è solo l’inizio per Thick As Thieves. Sebbene non sia commercializzato come un titolo in accesso anticipato, la campagna introduttiva offre un assaggio solido di ciò che i giocatori possono aspettarsi. Il prezzo modesto di circa 5 euro (€) contrasta con l’alto livello di rifinitura dimostrato da OtherSide, con caricamenti fulminei e un gameplay fluido sul rig di prova (Ryzen 5 3600 / RTX 4070ti). Resta da vedere come lo studio gestirà i futuri contenuti e quale sarà il loro costo, ma per ora, il gioco sembra sulla strada giusta.


