Carveout 2160: il ritorno dello snowboarding arcade che profuma di anni 2000
Lo spirito di SSX Tricky sta per tornare, ma questa volta si sposta tra le stelle. Lo studio indipendente byteparrot ha svelato Carveout 2160, un titolo sportivo estremo che punta tutto su velocità, acrobazie impossibili e un’estetica sci-fi che sembra uscita direttamente dai sogni di un adolescente del 2001, come segnalato da Game Informer.
Trick, neon e gravità zero
Carveout 2160 mette in scena la competizione più pericolosa dell’universo, portando lo snowboarding fuori dai confini terrestri. Il gioco si fonda su meccaniche squisitamente arcade: atterrare con successo acrobazie rischiose permette di accumulare boost, fondamentale per tagliare il traguardo prima degli avversari o per sfondare barriere ambientali che nascondono scorciatoie.
I tracciati sono un’esplosione di neon, rampe enormi, half-pipe e grind infiniti. Oltre alla tavola, i corridori hanno a disposizione gadget tecnologici per ribaltare le sorti della gara, come rampini per agganciarsi a punti strategici o propulsori a razzo per accelerazioni improvvise. Non si tratta solo di stile, ma di pura sopravvivenza agonistica interplanetaria.
Multiplayer e disponibilità
Il comparto multigiocatore promette scintille sia sul divano che in rete. Al lancio, il titolo supporterà la modalità a schermo condiviso fino a quattro giocatori e gare online che potranno ospitare fino a otto partecipanti contemporaneamente.
Al momento Carveout 2160 non ha ancora una data di uscita ufficiale, ma la pagina dedicata è già attiva per chi desidera inserire il titolo nella propria wishlist di Steam.
L’analisi della redazione
L’industria sembra essersi dimenticata dei giochi di snowboarding arcade, lasciando i fan orfani di quel mix di adrenalina e ignoranza tipico dell’era PlayStation 2. Carveout 2160 ci sembra la risposta giusta nel momento giusto: non cerca il realismo punitivo dei simulatori moderni, ma punta dritto al divertimento immediato. Scommettiamo che il vero cuore del gioco sarà proprio lo schermo diviso per quattro giocatori; un ritorno alle origini che ci convince e di cui sentiamo un profondo bisogno. Resta da capire se il sistema di controllo sarà pulito quanto quello dei classici EA Sports BIG, ma le premesse per un erede spirituale degno di questo nome ci sono tutte.


