La roadmap è il contenuto scaricabile più economico che l’industria abbia mai inventato: non passa dal QA, non sfora il budget, non si rompe alla patch del day one. Si aggiorna a parole, gratis, ogni volta che le notizie sui conti fanno troppo rumore. L’unico difetto è che prima o poi qualcuno deve costruirla davvero, e quel qualcuno ogni tanto riceve la mail di licenziamento lo stesso giorno in cui la roadmap viene pubblicata.
Il 17 luglio Bethesda Game Studios ha messo online sul sito di Bethesda Softworks una nota firmata da Todd Howard che elenca il futuro dello studio: Fallout 5 è ufficialmente in pre-produzione su Creation Engine 3, i remaster di Fallout 3 (2008) e Fallout: New Vegas (2010) esistono e sono in lavorazione senza uno straccio di data, Obsidian Entertainment torna nella serie con un progetto Fallout inedito, Fallout 76 avrà una nuova espansione e The Elder Scrolls VI resta la priorità numero uno.
Nella nota la parola licenziamenti non compare mai, come ha fatto notare Kotaku.
Il conto vero: 3.200 posti, 440 dei quali sindacalizzati
Undici giorni prima di quella nota, il 6 luglio, la CEO di Xbox Asha Sharma aveva annunciato il taglio di 3.200 posizioni nella divisione gaming di Microsoft, circa un quinto dell’organico, di cui 1.600 con effetto immediato e altrettante spalmate sui mesi successivi. Chi ha bisogno di un ripasso su come ci siamo arrivati trova tutto nel nostro pezzo sul reset di Xbox.
I numeri per studio sono arrivati dopo, con i documenti WARN, le notifiche di licenziamento collettivo che negli Stati Uniti le aziende devono depositare per legge: 52 persone a Obsidian, circa un quarto del team di sviluppo, e 166 alla sede centrale ZeniMax. A id Software, secondo la ricostruzione di Kotaku, sono usciti 96 dipendenti dall’ufficio di Richardson più 40 in remoto: metà studio. A ZeniMax Online il taglio ha portato via mezzo team di Elder Scrolls Online. La Communications Workers of America, il sindacato americano che rappresenta buona parte dei lavoratori organizzati dell’industria, conta 440 ruoli sindacalizzati eliminati fra Bethesda, ZeniMax Online, id Software e il QA di ZeniMax.
Il 15 luglio i lavoratori hanno organizzato presidi simultanei davanti alle sedi di Rockville, Austin, Dallas e Montreal, sotto lo slogan “Save Our Devs”.
Due giorni dopo è arrivata la roadmap. United Videogame Workers-CWA, il sindacato ad adesione diretta che raccoglie lavoratori dell’industria senza essere legato a una singola azienda, ha commentato su Bluesky che il tempismo di quel genere di comunicati è deliberato, e ha chiesto come pensino di fare tutti questi giochi dopo che Bethesda e Obsidian hanno licenziato centinaia di persone in blocco. La chiusura era secca: non cascateci.
Montreal: otto settimane di paga e via l’assicurazione
Qui la faccenda smette di essere una questione di gusto sul tempismo delle pubbliche relazioni. Il 22 luglio OneBGS, il sindacato interno di Bethesda Game Studios affiliato alla CWA, ha raccontato che lo stesso giorno della roadmap ai dipendenti licenziati dello studio di Montreal sono arrivate le mail di cessazione con il minimo legale possibile: otto settimane di paga in sostituzione del preavviso, le ferie non godute e niente altro, con la perdita immediata dell’assicurazione sanitaria di gruppo. Il 6 luglio agli stessi lavoratori era stato detto che sarebbero rimasti a libro paga fino a settembre mentre l’azienda trattava la liquidazione col sindacato. Il sindacato ha depositato l’ennesimo esposto, sostenendo che Microsoft abbia violato il diritto del lavoro canadese saltando la contrattazione obbligatoria.
Quindi sì, la sequenza è quella che sembra. Mentre il pubblico discuteva se il remaster di New Vegas userà il Creation Engine, a Montreal qualcuno perdeva la copertura sanitaria senza preavviso. E il progetto Fallout di Obsidian, quello che dovrebbe scaldare il cuore a chi come me ha ancora Pillars of Eternity nel backlog con 200 ore sul groppone, esce dallo stesso studio che a inizio luglio ha perso un quarto dei suoi sviluppatori e si è visto cancellare il seguito di Avowed.
Non è la prima volta che Xbox risponde a una settimana disastrosa tirando fuori un annuncio luccicante, e statisticamente non sarà l’ultima. La differenza è che stavolta le persone che quei giochi dovrebbero farli hanno un account Bluesky e un contratto collettivo, e li stanno usando entrambi.
Il verdetto: Fallout 5 è in pre-produzione, il che nel calendario di Bethesda significa che lo giocheremo verso il 2032; se nel frattempo Microsoft continua a trattare i contratti come suggerimenti, l’unica cosa che uscirà puntuale sarà la prossima roadmap.


