Una parte della dirigenza degli studi interni di Xbox sarebbe apertamente ostile a Game Pass. L’affermazione arriva da Jason Schreier, giornalista di Bloomberg, nell’episodio 313 del podcast Triple Click, ed è stata ripresa nei giorni successivi da numerose testate internazionali, tra cui TheGamer.
Secondo Schreier, dentro la leadership degli studi Xbox ci sarebbero molte persone che “detestano” il servizio in abbonamento, convinte che abbia distrutto il valore dei loro giochi. La tesi attribuita a questi dirigenti è più ampia: mettere i titoli a disposizione degli abbonati fin dal primo giorno avrebbe abituato il pubblico a non attribuire un prezzo ai videogiochi in generale, con un danno esteso a tutto il settore.
La conferma indipendente di Windows Central
La circostanza è stata verificata anche da una seconda redazione, con fonti proprie. Jez Corden di Windows Central ha interpellato un ex responsabile di uno studio Xbox, che ha confermato la sostanza del quadro descritto da Schreier: distribuire i giochi gratuitamente dal day one comunicherebbe ai consumatori che quei titoli non hanno un valore di mercato autonomo, quasi non fossero in grado di vendersi da soli. La stessa fonte ha descritto la dinamica interna come una corsa verso lo zero.
Sempre secondo Windows Central, i tagli decisi da Xbox a luglio 2026 sarebbero stati determinati in larga parte proprio dal calo dei ricavi di Game Pass e da quello di Call of Duty.
I numeri del servizio negli ultimi dodici mesi
Il malumore descritto si inserisce in un anno difficile per l’abbonamento. Nell’ottobre 2025 Microsoft aveva portato Game Pass Ultimate da 19,99 a 29,99 dollari al mese, con un aumento del 50% e un passaggio da 14,99 a 17,99 euro in Europa. Il 21 aprile 2026 l’azienda ha fatto marcia indietro, riducendo Ultimate a 22,99 dollari e PC Game Pass da 16,49 a 13,99, come riportato da CNBC. In cambio, i nuovi capitoli di Call of Duty non entrano più nel catalogo al lancio ma circa un anno dopo.
A inizio giugno 2026, durante il Summer Game Fest, il chief strategy officer di Xbox Matthew Ball ha ammesso pubblicamente che il rincaro era costato al servizio milioni di abbonati, come riferito da PC Gamer. Un report successivo ripreso da Kotaku colloca gli iscritti attorno ai 30 milioni, contro i 34 milioni dichiarati da Microsoft nel 2024. Nello stesso articolo si ricorda una precedente stima di Bloomberg secondo cui l’uscita al day one di Black Ops 6, nel 2024, sarebbe costata all’azienda circa 300 milioni di dollari di mancati ricavi.
Le posizioni contrarie e i limiti della notizia
La contrarietà al modello non riguarda soltanto Xbox. Nel 2025 Raphaël Colantonio, fondatore di Arkane, aveva definito Game Pass un modello insostenibile e dannoso per l’industria, e alle sue parole avevano fatto seguito interventi analoghi di Michael Douse di Larian Studios e di Thomas Mahler di Moon Studios.
Vanno però segnalati due limiti. Il primo è che Schreier riferisce l’orientamento di alcune fonti interne, non un documento aziendale, e come osserva Pure Xbox è probabile che dentro Xbox esistano anche posizioni favorevoli al modello day one. Il secondo è che l’amministratrice delegata Asha Sharma, subentrata a Phil Spencer nel febbraio 2026, ha dichiarato al Summer Game Fest che dopo il taglio dei prezzi il servizio è tornato a crescere, chiudendo un calo durato otto mesi.
Microsoft non ha commentato le dichiarazioni di Schreier. Sul futuro del servizio la società non ha annunciato modifiche oltre a quelle già comunicate ad aprile, mentre restano in corso gli effetti della stretta sugli accordi con gli sviluppatori esterni.


