Palworld, 3,5 milioni di bustine vendute prima ancora di uscire: il TCG è già un fenomeno
Il gioco di carte collezionabili di Palworld ha già piazzato oltre 3,5 milioni di bustine, e non è ancora uscito. La notizia arriva da PCGamesN, che segnala anche il tutto esaurito nei preordini su siti come The Card Vault e Unicorn Cards. Un esordio con i numeri di un franchise consolidato, non di un esperimento su licenza.
La versione da tavolo dell’open world survival è un “gioco di carte competitivo per due giocatori”, come spiega il sito ufficiale. Ogni Pal scende in campo con “caratteristiche uniche che supportano strategie diverse”: si piazzano strutture, si raccolgono risorse e si lotta per la vittoria. Una formula che ricalca l’ecosistema del videogioco, strizzando l’occhio ai mostri tascabili che conosciamo fin troppo bene.
La data d’uscita è il 30 luglio, e Pocketpair ha già fissato una seconda espansione, “Legends Awaken”, per il 30 ottobre. Il tempismo è tutto: l’update 1.0 ha rimesso Palworld al centro del discorso e la causa legale con Nintendo, anziché frenare l’azienda, sembra averle dato una spinta promozionale involontaria. Somiglianze con il Pokémon TCG? Tante, e rivendicate con una nonchalance che ormai è marchio di fabbrica.
Il successo al botteghino delle bustine non sorprende chi ha seguito l’ascesa del gioco. Palworld ha venduto milioni di copie su Steam, costruito una community vorace e dimostrato che l’ibrido fra survival e collezionismo di creature funziona. Portarlo sul tavolo è il passo logico, e i numeri dei preordini dicono che la fame di Pal è ancora altissima, nonostante le incognite legali.
A noi la mossa pare furba quanto rischiosa. Pocketpair gioca d’azzardo sul terreno più sacro di Nintendo, forte di un pubblico che non vede l’ora di mettere le mani sulle carte. Le bustine introvabili sono un segnale chiaro: il TCG arriverà e macinerà vendite. Resta il nodo della causa in corso, capace di congelare tutto all’improvviso. Ma se c’è una lezione da imparare, è che ignorare Palworld non conviene più a nessuno — nemmeno a chi vorrebbe chiuderlo in un armadio.


