Monster Hunter Wilds: Capcom fa il merge di tre edizioni e taglia il prezzo

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Vi è mai capitato di ereditare un repository con tre branch quasi identici, tutti variazioni sullo stesso feature, e nessuno che si prende la responsabilità di fare il merge? Capcom ha appena risolto lo stesso problema per Monster Hunter Wilds (PC su Steam, oltre a PS5 e Xbox Series X|S): tre edizioni diventano una, come annuncia Kotaku.

Il changelog: cosa sparisce e cosa arriva

Dal 3 agosto (le 17:00 PDT americane, l’1:00 BST del 4 in Europa) escono di produzione la Deluxe Edition, la Premium Deluxe Edition e il Cosmetic DLC Pack. Al loro posto arrivano tre pacchetti nuovi: la Gold Edition (gioco base più l’intera collezione cosmetica), la Cosmetic DLC Collection (dieci DLC in uno, dal Deluxe Pack alle quattro stagioni del Festival of Accord) e un Extras Cosmetic DLC Pack separato. Chi ha già comprato le vecchie edizioni non perde nulla: è la classica retrocompatibilità, il contenuto resta installato anche dopo che la versione precedente è stata dismessa.

La vera notizia, però, è un’altra riga dello stesso changelog: il gioco base, fermo a 69,99 dollari dal lancio di febbraio 2025, riceverà un taglio di prezzo permanente lo stesso giorno. In Giappone la cifra è già ufficiale, riporta Inven Global: meno 45%, da 8990 a 4990 yen. Per il prezzo occidentale Capcom non si è ancora sbilanciata.

Perché un anno e mezzo dopo

Il momento non è casuale. Su Steam, Monster Hunter Wilds resta “Perlopiù positivo” nel complesso (70% di recensioni positive), ma è scivolato a “Contrastante” nell’ultimo mese (66%), a un anno da un lancio segnato da problemi di prestazioni su PC mai sistemati del tutto, come nota GamesRadar. Il taglio prezzo e la ripulita alle edizioni arrivano proprio mentre Capcom prepara Ascendance, l’espansione in uscita nel 2027 che porterà il Master Rank e una nuova zona tra le nuvole, lo Skybound Eyrie. Tra i mostri di ritorno c’è l’Elder Dragon Kushala Daora, che secondo un’altra inchiesta di GamesRadar una parte della community avrebbe volentieri lasciato fuori dal roster.

Capcom, del resto, è la softwarehouse che guadagna ormai il doppio su Steam rispetto a PlayStation, e regge da sola buona parte del catalogo tripla A dell’anno: ha tutto l’interesse a ripulire la vetrina prima di portare nuovi cacciatori a bordo.

Il verdetto: se il nuovo prezzo occidentale rispecchia il taglio giapponese, quello che finora costava quanto tre giochi indie diventa un impulse buy, ed è esattamente il momento in cui i vecchi ritardatari vengono recuperati prima che arrivi il vero salto di versione.

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