Assassin’s Creed Black Flag Resynced spoilera da solo il suo colpo di scena più importante

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Il referto delle analisi del sangue compare sul Fascicolo Sanitario Elettronico ancora prima che il medico l’abbia validato, e passate una mezz’ora buona a fare autodiagnosi su Google prima che qualcuno competente vi dica se dovete preoccuparvi o no. È lo stesso principio, più o meno, dietro lo spoiler appena scovato dentro Assassin’s Creed Black Flag Resynced, uno dei titoli che avevamo segnalato per luglio: il remake targato Ubisoft, sviluppato da Ubisoft Singapore e uscito il 9 luglio su Steam, PS5, Xbox Series X|S e Ubisoft Store. Un database in game ha risposto a una query prima che il gioco avesse il permesso di dirvelo.

[SPOILER A SEGUITO]

La query che non doveva rispondere

Il colpo di scena riguarda Benjamin Hornigold, mentore di Edward Kenway per buona parte della prima metà del gioco, che alla Sequenza 10 si rivela un infiltrato al soldo dei Templari. È uno dei momenti più pesanti dell’intera avventura. Peccato che l’Animus Database, la sezione di lore consultabile liberamente in ogni momento, contenga già la voce che lo tradisce: nessun controllo sullo stato di avanzamento della storia, nessun flag che dica “sblocca questa entry solo dopo la Sequenza 10”. Chi apre quella scheda troppo presto ottiene il risultato completo della query, senza filtri.

A segnalarlo per primo è stato l’utente Reddit AlteredBridge51, il cui post però non aveva raccolto molta attenzione. A dare peso alla scoperta ci ha pensato TheGamer, che ha caricato un salvataggio precedente alla Sequenza 10 e confermato di persona che la voce del database è già lì, leggibile, prima che il gioco ve l’abbia raccontato in cutscene.

Un déjà vu del 2012

Il bug più imbarazzante di questa storia è che Ubisoft ha già scritto lo stesso identico codice una volta. Nel 2012, in Assassin’s Creed III, la scheda database di Kaniehtí:io rivelava che Haytham Kenway era un Templare ben prima del reveal ufficiale a fine Sequenza 3, uno dei twist meglio costruiti della serie. All’epoca la software house se ne accorse e patchò la voce incriminata. Tredici anni e un intero remake dopo, lo stesso controllo di accesso mancante è tornato a bucare l’infrastruttura narrativa del gioco, come nota la stessa TheGamer.

Va detto che il lancio, sul piano dei numeri, non ne ha risentito: il gioco ha toccato quasi 100.000 giocatori contemporanei su Steam nelle prime dodici ore, il picco più alto mai registrato per un capitolo della saga sulla piattaforma, secondo i dati riportati da PC Gamer. Ma un database che restituisce tutto senza controllare chi lo sta interrogando, o a che punto della storia si trova, è lo stesso errore di progettazione che manda in crash un’app quando qualcuno prova un endpoint senza autenticazione: funziona, il dato c’è, il problema è che non doveva essercela nessuno a leggerlo.

Il verdetto: codice riciclato da tredici anni fa, stesso bug, stesso rimedio prevedibile: aspettatevi una patch silenziosa sulla voce di Hornigold nei prossimi giorni, proprio come accadde con Haytham.

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