Il genere sportivo annuale ha un problema che nemmeno la caccia agli sconti su GG Deals riesce a nascondere: certi publisher hanno smesso di venderti un gioco e hanno iniziato a venderti la pazienza per giocarlo. Se non paghi, aspetti. Se aspettare non ti va, paghi. Non c’è più un terzo caso.
EA SPORTS College Football 27, sviluppato da EA Orlando e pubblicato da EA Sports, è uscito il 9 luglio su PS5, Xbox Series X/S e per la prima volta su PC, disponibile anche su Steam. In campo funziona benissimo, a detta di chi ci ha già messo le mani sopra. Fuori dal campo, nelle modalità offline Dynasty e Road to Glory, qualcuno in sede ha deciso che il divertimento andava tassato.
Gli slider spariti insieme al buonsenso
In College Football 25 e 26 esistevano slider per velocizzare l’esperienza guadagnata: comodi per chi non ha ore infinite da dedicare a un campionato di trent’anni. In College Football 27 quegli slider sono stati rimossi di netto. L’unico modo rimasto per salire di livello più in fretta è aprire il portafoglio: portare il proprio allenatore al massimo livello fin da subito, secondo la ricostruzione di Insider Gaming, costa 100 dollari, più del prezzo pieno del gioco base. Per un titolo che si gioca da solo, offline, senza nessuno dall’altra parte dello schermo con cui competere.
La cosa peggiore non è nemmeno la cifra: è che nessuno l’ha detto prima. Neanche ai creator del programma ufficiale EA, invitati a un evento di anteprima a Chicago a giugno e rimasti totalmente all’oscuro della novità. Quando l’hanno scoperto da soli, il creator Bordeaux ha aperto le danze con l’hashtag #CFBPlayDontPay, salito fino al nono posto dei trend su X negli Stati Uniti. Persino gli sviluppatori interni, secondo le fonti di Insider Gaming, sapevano da mesi cosa stava per arrivare ed erano “furiosi”: non proprio il tipo di consenso interno che ti aspetteresti prima di un lancio.
Il conto lo paga chi gioca, non chi ha firmato l’assegno
Il motivo di tutto questo entusiasmo per la monetizzazione non è un mistero: EA è nel mezzo di una vendita da 55 miliardi di dollari a un consorzio che comprende il fondo sovrano saudita PIF, Affinity Partners e Silver Lake, un’operazione che porta in dote 20 miliardi di dollari di debito fresco. Secondo le fonti di Insider Gaming, la caccia a nuove fonti di monetizzazione riguarda l’intero portfolio: espansioni a pagamento per UFC 6, più monetizzazione su Madden 27, la modalità The Grounds di EA FC. Il single player, quello che una volta era il rifugio da tutto questo, è ufficialmente entrato nella lista della spesa.
Non è la prima volta che un publisher scopre che il pubblico dei giochi story-driven ha ancora soldi da spendere, solo che di solito li spende per giochi finiti bene, non per sbloccare prima quello che già gli appartiene. Crimson Desert ha appena dimostrato che un’avventura single player senza pass battaglia né valuta premium può vendere milioni di copie lo stesso: evidentemente in EA quella lezione non è ancora arrivata, o è arrivata e l’hanno archiviata sotto “problemi da risolvere il prossimo anno fiscale”.
Il verdetto: College Football 27 gioca bene a football e pessimamente a tutto il resto. Se il tuo allenatore deve pagare 100 dollari per diventare bravo, forse il vero sport qui è capire quanto EA riesce a spremerti prima che il prossimo capitolo ti convinca comunque a ricomprarlo.


