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Xbox mette Arkane in saldo, il fondatore chiede lo scontrino: benvenuti nel mercato dell’usato AAA

Tempo di lettura: 2 minuti

Il mercato degli studi tripla A in svendita ha ormai regole tutte sue, uguali a quelle di un negozio di elettronica il giorno dopo un fallimento annunciato: prima si butta tutto a terra con l’etichetta “tutto deve sparire”, poi arriva chi chiede lo sconto ancora prima che il cartello sia stampato. Ho già scolato due caffè solo per il thread di stanotte, e la mia scorta di pazienza per l’ennesimo studio storico finito nel carrello delle liquidazioni di Redmond è già sotto i piedi.

Il protagonista di oggi è Raphaël Colantonio, cofondatore di Arkane Studios e co-creatore di Dishonored, quello che nel 2017 ha sbattuto la porta per fondare WolfEye Studios (Weird West, se vi interessa il suo curriculum post-Arkane). Il contesto è quello, ormai familiare ai lettori di absolutegamer, del reset di Xbox: la CEO Asha Sharma ha annunciato una nuova ondata di licenziamenti e cessioni, e Arkane Lyon (Francia, tutele sindacali comprese) è entrata nella procedura di consultazione obbligatoria per valutare “opzioni strategiche”, termine burocratico che tradotto significa: potrebbe essere venduta, chiusa, o data in gestione a qualcun altro, esattamente come i quattro studi già usciti dalla scuderia questa settimana.

Un preventivo chiesto via reply

Sotto al post ufficiale di Sharma, Colantonio ha risposto con la grazia di chi chiede il conto al bar prima ancora che arrivi il caffè: “Regarding Arkane… how much? I’m asking for a friend”, faccina che strizza l’occhio inclusa. Una battuta, sulla carta. Ma è bastata per far impazzire i fan, che nei reply gli hanno proposto di tutto, dal crowdfunding spontaneo al bonifico Venmo personale, come se recuperare uno studio costasse quanto un abbonamento a Game Pass invece che qualche centinaio di milioni di dollari. La notizia, riportata da Kotaku, GamesRadar, GameSpot e PC Gamer, si intreccia con quella, ben più seria, del destino di Marvel’s Blade: il gioco, annunciato nel 2023 e mai più mostrato con un fotogramma di gameplay, risulterebbe internamente slittato al 2027 e fuori budget, secondo quanto anticipato da The Verge.

Colantonio, va detto, non è nuovo a bordate contro Microsoft: ha definito “stupida” la chiusura di Arkane Austin dopo il flop di Redfall, e l’anno scorso ha bollato Game Pass come un modello insostenibile, “tenuto in piedi dai soldi infiniti di Microsoft finché la realtà non bussa alla porta”. Difficile quindi trattare il suo “quanto?” come una vera trattativa: se avesse davvero i fondi e gli investitori pronti, difficilmente lo annuncerebbe con una faccina su X invece che con un term sheet firmato. Ma visto quanto sono social i dirigenti Xbox ultimamente, la linea tra battuta e apertura di dialogo si è fatta pericolosamente sottile, come già visto con la chiusura ipotizzata di Arkane di cui parlavamo la settimana scorsa.

Il verdetto: Il fondatore chiede il prezzo per gioco, Microsoft intanto continua a saldare il magazzino: che sia la volta buona o l’ennesimo meme destinato a morire in un thread, il conto lo pagheranno comunque i lavoratori di Lyon.

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