A Plague Tale si espande con un prequel incentrato su Sophia: “Resonance” promette azione e avventura
La rinomata serie di videogiochi di Asobo Studio, nota per il suo forte impatto emotivo e le atmosfere cupe, si prepara a esplorare nuovi orizzonti con un prequel che cambierà radicalmente il genere. Secondo quanto riportato da Game Informer, l’uscita è prevista per il 27 agosto 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC.
Un cambio di rotta per Asobo Studio
Dopo il successo di A Plague Tale: Innocence e A Plague Tale: Requiem, il team di sviluppo desiderava un’esperienza innovativa che ampliasse l’universo della serie, ma anche una pausa dalle narrazioni eccessivamente angoscianti. “Quando abbiamo finito Requiem, ci siamo detti: ‘Okay, è stato un gioco piuttosto enorme, emotivamente molto faticoso a causa della storia’,” ha dichiarato Eric Chort, direttore creativo. “È stato davvero intenso e difficile per noi emotivamente. Quindi abbiamo pensato: ‘Forse possiamo prenderci una pausa da Amicia in questa storia difficile, ma amiamo ancora Plague.’ Quindi, cosa potevamo fare con questo?”
La risposta è arrivata con un’inversione di marcia verso il genere action-adventure, ispirato da titoli come Tomb Raider e Uncharted. La sfida era integrare questo nuovo approccio mantenendo il filo conduttore della serie. La soluzione è stata identificare un personaggio amato dai fan ma la cui storia fosse in gran parte inesplorata: Sophia. Grazie al suo passato da contrabbandiera e marinaia, la sua indole feroce, la sua intelligenza e le sue abilità nel combattimento l’hanno resa il perfetto veicolo per esplorare nuove meccaniche di gioco e aprire inedite possibilità narrative. Come ha sottolineato Chort, la sua capacità di combattere non è nata da un giorno all’altro, e una sua precedente affermazione di non voler più uccidere ha offerto terreno fertile per sviluppare ulteriormente il suo passato e le motivazioni dietro tale scelta.
Carol-Ann Bañuls, lead writer, ha descritto la Sophia di “Resonance” come una figura ancora astuta, ma priva della serenità che mostra in Requiem. “La ammiri per la sua forza, ma ti colpisce davvero quando inizi a vedere le crepe sotto la sua armatura,” ha spiegato Bañuls. A differenza della Sophia più matura e consapevole delle sue emozioni in Requiem, questa versione più giovane sta ancora elaborando traumi passati e cerca di mantenere il controllo. Nonostante il probabile cambio di tono, Bañuls assicura che l’essenza di A Plague Tale, con la sua narrazione profonda ed emotiva, rimarrà intatta, preparando Sophia a prove sia mentali che fisiche.

Un combattimento più affilato
Il capitolo 4, intitolato “To Hell it Runs”, catapulta il giocatore nell’Isola del Minotauro, l’ambientazione principale del gioco. Qui, Sophia, accompagnata da Leni, affronta un tempio antico. Il gameplay si discosta notevolmente dai titoli precedenti, introducendo un sistema di combattimento corpo a corpo fluido e dinamico. Sophia utilizza una spada e un pugnale, con la possibilità di trovare altre spade, ognuna con perk unici, come la falce che infligge danni bonus dopo un colpo critico riuscito, o il kopis, il cui ultimo colpo della combo infligge danni da stordimento. In totale, sarà possibile sbloccare fino a sette spade, la cui collezione è opzionale.
Il sistema di combattimento include attacchi leggeri (tre colpi consecutivi), parate fondamentali per riempire la barra di stordimento nemica, schivate e attacchi caricati con il pugnale. La presa, inoltre, può essere utilizzata per attirare i nemici verso di sé, o per spingerli dalle sporgenze in un modo che ricorda i momenti più spettacolari di Uncharted. Il combattimento è definito scattante, con parate dal peso notevole e un impatto palpabile. Particolarmente apprezzate sono le interazioni dinamiche, con nemici che possono essere spinti l’uno contro l’altro o contro le pareti, creando collisioni realistiche che possono stordirli ulteriormente. Le esecuzioni contestuali aggiungono un tocco di imprevedibilità, con animazioni uniche a seconda della posizione di Sophia e del nemico.

Nonostante sia il primo titolo action di Asobo Studio, la profondità del combattimento è notevole. Il team ha studiato titoli come Marvel’s Spider-Man, Batman: Arkham series, Sekiro: Shadows Die Twice e Sifu, trovando in Ghost of Tsushima un punto di riferimento chiave. “Abbiamo iniziato a trovare la nostra strada con Ghost of Tsushima”, ha spiegato Chort, “Il combattimento contro un gruppo di persone, l’esquivare, il contrattaccare, il fatto che sia piuttosto realistico in termini di animazione e violenza, di ciò che è un samurai. Quindi ci siamo chiesti: ‘Ok, per noi, cosa significa essere un predone? Cos’è Sophia?’ Quindi è agile, è astuta, è viscerale, violenta.”
Esplorazione e enigmi stile “Tomb Raider”
Oltre al combattimento, “Resonance” presenta anche una significativa componente di enigmistica ambientale, con un bilanciamento equamente diviso tra esplorazione e combattimento. Un elemento chiave è l’utilizzo di un misterioso globo che Sophia possiede, capace di rivelare markings nascosti nell’ambiente se esposto alla luce solare. Questo si traduce in enigmi che richiedono di illuminare percorsi sicuri su pavimenti disseminati di trappole, o di decifrare labirinti nascosti.
Quando si è bloccati, i compagni di Sophia possono offrire suggerimenti gradualmente più dettagliati. L’esplorazione premia i giocatori con collezionabili, come reliquie del passato, e punti abilità, chiamati Resonance Points, utilizzabili per sbloccare nuove abilità da un albero di progressione. A differenza dei precedenti capitoli, “Resonance” non è un mondo aperto, ma un’esperienza più lineare e diretta, in linea con la struttura dei capitoli di A Plague Tale: Requiem.

Un elemento particolarmente intrigante è l’inclusione di flashback giocabili, che proiettano il giocatore nel passato, controllando figure mitologiche come Teseo. Questi segmenti, sebbene tenuti ancora avvolti nel mistero per quanto riguarda la loro piena integrazione narrativa, sembrano essere cruciali per le visioni di Sophia e per la sua comprensione del mito del Minotauro. Bañuls ha sottolineato come il Minotauro simboleggi “violenza, istinto e perdita di controllo”, temi che risuonano profondamente con Sophia e la sua lotta interiore per la vulnerabilità. “I mostri si nascondono, a volte dietro volti familiari,” ha affermato, offrendo uno scorcio della profondità tematica del gioco.

La Sottile Risonanza
Una delle caratteristiche distintive della serie, i ratti, sembra essere assente in “Resonance”. Bañuls ha confermato che i ratti sono strettamente legati alla peste storica della Francia medievale e non hanno connessioni con il mito del Minotauro. Tuttavia, ha stuzzicato l’idea che l’isola nasconda altri segreti altrettanto soprannaturali.
Alla domanda sul significato del titolo “Resonance”, Chort ha suggerito che il nome si collega profondamente alla storia di Sophia e alle scoperte sull’isola, riflettendo il suo passato e le sue emozioni infantili che la conducono lì. Bañuls ha ulteriormente elaborato, spiegando che il termine ha una duplice valenza: la risonanza del suono, evocando un richiamo per Sophia verso l’isola, e la risonanza interiore, ovvero il modo in cui Sophia elabora le proprie esperienze. “È stato il nome perfetto per racchiudere tutti i significati,” ha concluso.
Con l’industria dei videogiochi che osserva con attenzione il ritorno di serie come Tomb Raider e l’incertezza sul futuro di Uncharted, “Resonance: A Plague Tale Legacy” si profila come un’uscita imperdibile per gli appassionati di avventure action in terza persona. Se il resto del gioco manterrà l’alto standard qualitativo mostrato in questa anteprima, potrebbe essere l’occasione per la serie di conquistare un pubblico ancora più vasto.


